Viviana Beccalossi, nota per essere indiscutibilmente la Fata Carabina di Alleanza nazionale, sterminatrice di peppole senza tentennamenti, tutto sommato non ci dispiace. Soprattutto quando si lancia in funambolici encomi della Lombardia e dei suoi prodotti, come è capitato questa mattina. L’occasione di Halloween è ghiotta per l’assessore regionale per sponsorizzare un ingrediente della nostra cultura culinaria – la zucca, accidenti! – e lei, al solito, ci si butta. "Grazie a questo ortaggio – sostiene Viviana Beccalossi – la nostra regione può presentare piatti eccezionali come tortelli, risotti, gnocchi e ancora creme o torte tutte rigorosamente a base di zucca". "La festa di Halloween può diventare – aggiunge l’assessore – il momento ideale per far apprezzare, soprattutto ai bambini, la zucca. Un prodotto che fa segnare i propri record produttivi nelle campagne di Mantova, Cremona e Brescia ma che spesso in Lombardia, come del resto un po’ in tutta Italia, viene dimenticato e sottovalutato". L’obiettivo è chiaro: promuovere la zucca. Beccalossi è raffinata nella proposta e soltanto nel clima un po’ carnevalesco di Halloween si può comprendere fino in fondo che cosa intende dire. Nel caso di Halloween, infatti, la zucca è vuota. Una specialità ancora più caratteristica della politica lombarda.
Abbiamo scelto di chiamare «luoghi camuni», pensando al simbolo della Regione, le località interessate dall’azione di governo, spesso nefasta, dell’istituzione regionale. A volte i luoghi camuni portano con sé rime e assonanze: si passa da Inzago, che diventerà sede della terza discarica consecutiva produced by Formigoni, per arrivare a Vanzago, dove il Piano cave prevede una cava senza che nessuno, a Vanzago, nemmeno il Sindaco e l’Ufficio tecnico, ne fosse informato (tutto vero). Si va da Novazza – dove, con qualche ritardo, la Giunta regionale si è decisa a vietare la cava radioattiva – a Novate Mezzola, dove è spuntata una cava da milioni e milioni di metri cubi in una zona di grande interesse naturalistico, individuata dall’Unione europea come sito da rispettare: una supermegacava che si aggiunge a quanto cavato nel corso dei secoli in quella località della provincia di Sondrio. Gli amministratori di Inzago saranno stamattina, tra qualche minuto, in Commissione; quelli di Vanzago si sono già fatti sentire e noi li abbiamo sostenuti con un’interrogazione e attendono di sapere che cosa farà la Regione; e, mentre a Novazza tirano un sospiro di sollievo, a Novate ci si chiede quale sarà il destino dell’area, dal lago fino alla montagna. Attraversando i luoghi camuni, dal Lago Maggiore a Mantova, dall’Oltrepò alla Val Trompia, ci si fa un’idea di che cosa sia questa regione: bella, ricca e spesso amministrata senza avere presente che dovrebbero essere proprio le comunità lombarde ad essere rispettate, e non – di volta in volta – altri interessi, altre esigenze, altre aspettative…
Sul Giornale di Paolo Berlusconi prosegue la campagna di Paolo Berlusconi perché il Comune di Monza finalmente riconosca che sulla Cascinazza di Paolo Berlusconi si può edificare. Se non fosse tutto così scontato e prevedibile, sarebbe un legal-thriller, con poco legal e molto thriller. Ieri il quotidiano della Cascinazza è tornato ad attaccare anche me, parlando di «menzogne» e «vagheggiamenti» e accusandomi di essere l’ennesimo pinocchietto di Monza, che va ad allungare la fila dei pasdaràn dell’Amministrazione Faglia. Al novero degli accusatori si aggiunge l’avvocato Santamaria (conoscevo la Madonna delle cave del Mantegna, ma mi mancava la Madonna delle Cascinazze) che, piccato per avere perso al Tar, se la prende con me, dandomi inconsapevolmente ragione. Un po’ ci tenevo, a essere accomunato agli altri pinocchietti, e la nomination non può che fare piacere. Tra tanti gatti e tante volpi, Lucignoli e Omini di Burro (quello famoso e il fratellino), devo dire che passare per Pinocchio, tutto sommato, va benissimo. E’ curioso però che chi è abituato al cemento, sia così ossessionato dal burattino in legno. Ed è curioso che, per definire gli avversari e rovesciargli addosso la potenza di fuoco del proprio house-organ, ci si affidi a un simbolo così abusato. Povero Pinocchio, lasciatelo in pace! Si avvicina Ognissanti, cercate altrove l’ispirazione! Quanto a noi, non abbiamo bisogno di favole per descrivere quello che sta succedendo. La realtà supera (in peggio, molto peggio) la fantasia.
E’ il nome di un nuovo settimanale free-press che racconta, da venerdì, la vita della città di Monza. Una novità importante per la città e un’altra voce – un bel po’ diversa dalle altre, soprattutto dalla nuova stagione destrissima de Il Cittadino). Lo slogan della campagna pubblicitaria del giornale è molto efficace: «Continuiamo così, facciamoci del bene», un claim che rovescia una celebre battuta di Nanni Moretti (in Bianca, a commento della terribile scoperta che qualcuno non avesse mai assaggiato la Sacher Torte) e indicando una strada finalmente positiva alle vicende politiche e sociali che riguardano la città (chi ha assaggiato la ‘nuova’ Monza, certamente comprende cosa intendo dire). Ne avevamo bisogno.
Ho visto, passeggiando per il centro di Monza, i manifesti di Rifondazione comunista (firmati anche con il logo dell’Unione, ma credo non condivisi da nessuna delle altre forze politiche che ne fanno parte), in cui si riprende la campagna di stampa: «anche i ricchi piangano». Mi sembra un messaggio sbagliato e volgare, che mi auguro rappresenti soltanto un punto di vista all’interno di un partito che stimo e di cui condivido molte delle aspirazioni che tendono a rendere la nostra società più giusta. La politica, banalmente, non deve fare piangere nessuno e non si capisce nemmeno perché – se le misure di riequilibrio delle aliquote sono sacrosante, come credo – si debbano presentare come interventi punitivi i dispositivi contenuti nella Finanziaria 2007. D’Alema aveva già commentato: «Preferirei che sorridessero anche i poveri». Una battuta che meglio descrive la volontà di chi (con la riduzione del cuneo fiscale, la leva fiscale riportata alla fase pre-berlusconiana, la necessità di rimettere in sesto in conti dello Stato) ha pensato a una manovra complessa ma giusta. Senza lacrime o punizioni per nessuno e con la volontà di fare tutti (senza classismi) un passo avanti.
Quei geniacci di Sky Sport hanno chiamato la trasmissione in cui si commentano le partite della serie cadetta «B come Berlino», per segnalare che si tratta – grazie alla Juve, ma anche ad altre belle squadre che stanno giocando molto bene – di una B, appunto, di prestigio. In realtà, tutti sanno che la lettera della seconda divisione del calcio italiano è più facilmente associabile a Bari, Bologna e Brescia (e tutt’al più a Bucchi, che anche oggi ha segnato che pareva Maradona). E, in B, hanno trovato posto un sacco di altre B, l’iniziale di qualcuno che a Berlino c’era, Buffon, e quella di qualcuno che chissà se mai ci arriverà (la difesa bianconera contemplava oggi anche Balzaretti, Birindelli e Boumsong). Ma, per rispettare la storia di uno dei calciatori più affascinanti del calcio italiano, ci voleva proprio che la duecentesima rete Alessandro Del Piero la segnasse contro il Frosinone (F, come Francia?). E ci voleva che la segnasse partendo dalla panchina, come spesso gli capita, con un gol di precisione e di fortuna, preceduto da un palo di quello straordinario calciatore che risponde al nome di Pavel Nedved (qualcuno dirà che c’era anche un fuorigioco ed è vero, tra l’altro, ma per una volta lasciamo da parte le polemiche). E che succedesse al Comunale, dove la Juve gioca il suo campionato atipico, per rimarcare il fatto che è davvero storica, come quello stadio, l’eventualità che un calciatore arrivi alla duecentesima rete con la stessa maglia (gli altri nella classifica sono Meazza, Nordhal e Altobelli, per capirci). Oltre ai 200, oggi si festeggiano in qualche modo le vittorie e le sconfitte, i momenti esaltanti e le difficoltà di un calciatore che ha segnato il calcio e la storia di chi ha quasi la sua stessa età e si è convinto nel corso del tempo che sotto sotto ci sia qualcosa di magico, in quella vicenda che oggi celebriamo. Si chiama Alex e fa parte della nostra storia. Piccola e personale quanto si vuole, ma nostra.
Berlusconi aveva visitato la villa Borromeo di Arcore, che dista pochi metri dalla sua, di villa, per raccomandare all’amministrazione comunale arcorese di collocare nelle scuderie una serie di funzioni ricreative, tra le quali una pizzeria (giuro). Massimo Zanello, assessore regionale alla cultura, sorprendentemente rilancia, parlando della possibilità di ricavare, all’interno della Montagnola, la parte più considerevole e prestigiosa del complesso monumentale di villa Borromeo, un albergo per gli imprenditori, che sarebbe – sostiene – un vero fiore all’occhiello per la città. A parte che non sapevo che esistessero gli alberghi rivolti a categorie precise (ma Zanello è stato assessore al Turismo e quindi la sa certamente più lunga di me), è sconvolgente pensare che le uniche idee che siano circolate tra i vertici del centrodestra siano quelle di utilizzare un patrimonio straordinario per ospitare esercizi commerciali. Deve essere tipico della loro cultura. Se possiamo introdurre una riflessione, ci piacerebbe che la Regione ribadisse il proprio impegno e finanziasse un progetto culturale di pregio nelle scuderie, senza farsi prendere da idee geniali come quelle che sono riecheggiate tra le due ville. Il progetto c’è, si chiama "Arte in gioco", la Regione lo aveva valutato positivamente. Anche senza pizzeria. Anche senza albergo…
Mentre Milano svende Metroweb, il Comune di Monza comunica che la giunta comunale ha approvato il Progetto esecutivo per le opere di collegamento in fibra ottica della rete informatica di sei sedi comunali, garantendo una maggiore velocità e affidabilità delle connessioni. Entro la fine dell’anno cinquecento pc saranno collegati tra loro e sullo stesso cavo correrà anche la fonia, con un notevole risparmio sui costi complessivi. Commenta Paolo Pilotto, assessore ai Sistemi informativi: dopo l’aumento delle postazioni e dei collegamenti, ora lo sviluppo tecnologico ci consentirà di abbattere i costi di esercizio, poiché la fibra ottica è detenuta direttamente dal Comune, senza l’onere di affitti esterni. La tecnologia è l’unica strada, per enti locali virtuosi come il nostro, per riuscire a garantire e a migliorare i sempre più numerosi servizi obbligatori". Le sedi comunali collegate “a stella” - 1 Giga la frequenza di connessione – saranno i servizi sociali di via Appiani, la biblioteca civica, il nuovo ufficio tributi di via Arosio, il Binario 7 e la sede di via Guarenti. Il prossimo obiettivo sarà quello di propagare la fibra ottica anche nelle sedi più periferiche. Ne parleremo nell’ambito del terzo Festival delle città possibili, che si svolgerà a Monza nell’ultima settimana di novembre. Tecnologia e ambiente, questo il titolo dell’edizione 2006 del Festival.
Cascinazza: il Tar ritorna sulle sue decisioni, le salvaguardie valgono ancora
La sentenza del Tar che dà ragione al Comune di Monza rispetto alla sussistenza delle salvaguardie urbanistiche ribalta quello che è successo qualche giorno fa con una precedente sentenza del Tribunale amministrativo regionale. La seconda delibera in autotutela della giunta monzese, con cui l’esecutivo si difendeva dalle conseguenze della Legge regionale 12/2006 (che cancellava le salvaguardie, facendo ritornare la città al Piano regolatore del 1971) è stata ritenuta legittima e, in attesa che si esprima la Corte costituzionale sul ricorso del Governo contro la stessa legge, le salvaguardie del piano adottato nel 2002 sono da ritenersi ancora valide. Per ora il piano di lottizzazione sulla Cascinazza di Paolo Berlusconi è, quindi, bloccato, come è stato per il momento scongiurato il pericolo che un milione e mezzo di metri cubi piombassero sulle aree verdi rimaste libere nella corona che racchiude la città di Monza. Una vittoria per Faglia e per la sua giunta e una bella notizia per Monza, umiliata dalle leggi regionali e dal comportamento dell’opposizione in aula, che ha scelto l’ostruzionismo quale unica ragione politica, impedendo l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio, un provvedimento di capitale importanza per la città.
Il Comitato Sevesoviva scrive ai consiglieri regionali sollecitando una presa di posizione sulla querelle sottopassi contro interramento della ferrovia. Propongono, i cittadini di Seveso, che la Regione valuti attentamente costi e benefici delle due possibilità, chiedendo che l’abbassamento del piano ferroviario nel tratto sevesino diventi oggetto di investimento all’interno del prossimo Dpefr. Da tempo sostengo che la Regione debba almeno finanziare lo studio di fattibilità del progetto avanzato dal Comitato, che prevede l’abbassamento della ferrovia senza l’interruzione del servizio ferroviario, la possibilità di una riqualificazione della stazione e, con essa, della zona centrale della città, la creazione di nuovi parcheggi e nuovi servizi, insomma un progetto ambizioso ma di sicuro interesse. Oltretutto il nuovo parcheggio potrebbe finanziare in parte l’opera, alla luce di una necessità di parcheggi che l’Amministrazione comunale ha dimostrato di condividere, attraverso il progetto di un parcheggio interrato nel centro di Seveso (a pochi passi dalla stazione) che sta immaginando di realizzare. Insomma, occorre verificare se si può fare e se c’è un’alternativa plausibile ai sottopassi. Lo si deve ai cittadini di Seveso e alla memoria di quella cittadina che trent’anni fa subì il grave disastro ambientale che tutti ricordano. Mi impegno perciò ad avanzare la richiesta di Sevesoviva nell’ambito della discussione del Bilancio regionale 2007, augurandomi che qualcuno, nella maggioranza, voglia starmi a sentire. Per una volta.