In questo ultimo mese, da editore, mi sono occupato di un libro su Alex Langer, uno su Greta Thunberg e uno di Bernie Sanders. Usciranno tutti a breve e ognuno di quei volumi può essere considerato un manifesto. Sono complementari tra l’altro, pur essendo stati scritti in tempi e posti del mondo lontani e diversi.

Ci sono dentro analisi del presente e visioni per il futuro, progetti, pensieri, strumenti utili ad uscire dal buco nero mondiale nel quale siamo caduti, per smetterla di pensare al peggio che non può finire e per cominciare a dare inizio al meglio. Per tutte e per tutti.

Visioni che non si intravedono nella nostra televisione.

Mi dicono che ieri il nuovo PD aperto e inclusivo si è manifestato dopo cena su la 7 e che Calenda e Bersani si sono fronteggiati a colpi di manifesti. Il tema pare fosse su quale manifesto valesse la pena di soffermarsi, se dovesse essere Bersani a valutare quello di Calenda o viceversa, se l’opinione pubblica dovesse occuparsi più dell’uno o dell’altro.
Il fatto curioso è che, mentre si cercava di stabilire chi dei due uomini politici avesse il manifesto più grosso, non una parola è stata spesa sul contenuto di quei documenti.

Lo dico con rispetto, state sbagliando tutto.
Continuate ad esporre soltanto voi stessi, faccioni che finiranno come al solito sui manifesti elettorali. Libri pieni di pagine bianche che puntano tutto sulla copertina.
Se è questo il nuovo corso del PD, una somma che non fa il totale, uno scontro tra personalità che abusano di loro stesse, spettri che si aggirano per gli studi televisivi e non fanno più paura a nessuno, sarà veramente dura restituire una prospettiva di progresso a questo paese. Fermatevi, state sbagliando tutto, e la gente lo vede. È manifesto.

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