Mentre infuria il tormentone (forse, meglio, tormentino) sulla sinistra, noi proseguiamo con i tormentoni che ci tormentano davvero: le tasse per le multinazionali (con l’ottimo Serafin), la rassegna di Proxima (questa sera Elly Schlein, domani il vostro affezionatissimo), la votazione sulla piattaforma di Possibile per definire la nostra posizione.

A ciò si aggiunge il lavoro intorno al «Manifesto» che abbiamo presentato a Milano il 16 settembre e che prosegue in queste settimane.

A questo proposito, siccome vogliamo discuterlo urbi et orbi, ci appelliamo a chi ha lasciato l’Italia per cercare fortuna, per scelta o per necessità. I «partiti» con cui ci interessa dialogare e con cui vogliamo confrontarci.

Un’indagine che incrocia ricerca lavoro e migrazioni. Per idee e suggestioni, denunce e osservazioni. Per fare utili paragoni, per prendere esempio, per studiare le differenze. A partire dal lavoro, dalle sue opportunità e dalle sue condizioni.

Il «Manifesto» è stato elaborato prendendo spunto da programmi di altre forze progressiste (in particolare Corbyn e Sanders, ma con più di un riferimento al dibattito delle elezioni francesi) e da modelli sociali e politici di altri paesi, che hanno individuato soluzioni più avanzate delle nostre per affrontare problemi che viviamo anche noi.

Chi volesse partecipare, può scrivere a me (civati chiocciola gmail punto com) ovvero a Possibile (italia chiocciola possibile punto com) e avviare una campagna che per noi, non a caso, è planetaria.

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