Da qualche ora sono tutti rispettosi della magistratura. Come sapete odio la letteratura d’occasione: non mi fido più.

Quanto è accaduto ieri ci ricorda piuttosto quanto sia pericoloso perdere il rispetto per le istituzioni. Esporle alla loro fragilità, più forte in tempo di crisi. Concentrare su categorie che accusano e giudicano (e non sono perciò naturalmente simpatiche alla popolazione) le incertezze-scorie della cattiva politica.

Si è parlato per mesi delle ferie dei magistrati e non del loro lavoro. Li si è rappresentati come casta suprema e non in ragione della loro funzione costituzionale. Chi li ha difesi, chi ha cercato una misura, è stato collocato direttamente nella categoria dei giustizialisti, senza rendersi conto che la questione delle garanzie è complessa più di ogni altra cosa. E le garanzie devono riguardare tutti, a cominciare da chi le deve assicurare.

Alla tristezza per ciò che è accaduto ieri, si aggiunge quella per come le cose sono raccontate, in questo paese, da anni.

Con malizia, senza lucidità, senza rispetto.

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