Ma che cosa deve ancora succedere? Un uragano, le cavallette, cosa?

Panico tra i bersaniani: pare che il Pd forse, non è detto, probabilmente (ma è presto per dirlo) si stia trasformando.

Si tratta di una (non) notizia che danno tutti i giornali: dice che il Pd rischia di diventare un’altra cosa. Davvero? Sicuri sicuri?

In effetti, gli investigatori della minoranza non si sbottonano ma pare che abbiano rilevato qualche indizio: le leggi sul lavoro e sulla scuola tratte dal programma della destra, le trivelle e il cemento e la cenere dello Sblocca Italia, la riforma elettorale che è un Porcellum con le ali, una riforma costituzionale che sorprende per pochezza e confusione, l’album degli alleati che sembra un Panini horror, le politiche economiche di Reagan e un atteggiamento irresponsabile tra clausole e derivati.

Secondo i meglio informati, però, ci sarebbe un piccolo problema: per la scientifica le impronte digitali che compaiono su questi provvedimenti sono anche le loro. E questo complica il caso in questione. Chissà quando si rivolverà. Probabilmente mai. O, comunque, troppo tardi.

Più chiaro che più chiaro di così non si può (e non se ne può proprio più)

La minoranza del partito della nazione chiede chiarezza.

Chiede chiarezza su Cuffaro e le tessere del Pd siciliano passate di mano. E però dimentica che il Pd governa con tutta la destra possibile la Regione Sicilia e ha conosciuto l’invasione (degli orsi?) già da almeno un anno, come denunciammo esterrefatti nella scorsa primavera.

Chiede chiarezza su Verdini, quando il già intimo di Berlusconi è interlocutore privilegiato del segretario del partito della nazione già da due anni. E sembra essere molto più informato della minoranza circa le mosse del permier e del suo entourage.

Chiede chiarezza su Tosi, che ha già dimostrato di preferire il partito della nazione alla Lega (con interviste pubblicate dappertutto).

Vero, non chiede più chiarezza su Alfano e su ministri e sottosegretari eletti con la destra che hanno ripopolato il governo: non lo chiede perché la minoranza si è abituata all’idea, perché allora lo decisero tutti quanti e non ricordo voti contrari da parte loro sulla brillante idea di cambiare premier per durare più a lungo e completare le pessime riforme. Con la destra.

Chiedono più chiarezza circa una cosa chiarissima che hanno condiviso e sostenuto, trattando come uno strampalato chi l’aveva preconizzata e denunciata. Facendo spallucce in occasione di ogni voto devastante, dal lavoro alla scuola, dall’ambiente ai diritti. Emarginando chi ha provato a denunciare questo slittamento che è iniziato tempo fa e che ha avuto soltanto una certa accelerazione.

Del resto, in fine velocior.

Purtroppo sono scarsi

Non c’è proprio niente da festeggiare, perché il Paese va peggio di come una certa retorica farebbe pensare.

E non è una buona notizia, per nessuno.

Purtroppo i risultati sono scarsi: lo scrive il Corriere, lo dichiarano i dati Istat.

Sono scarsi i dati, sono scarsi i risultati della onerosissima decontribuzione, sono scarsi gli impatti delle clamorose riforme, sono scarsi i ministri che oggi dicono di voler fare chiarezza sui voucher.

Sono scarsi.

E ci dispiace molto. Per gli italiani e le italiane.

  

I voti per la Cirinnà ci sono

Più leggo i giornali più mi convinco che sia tutta fiction. I numeri al Senato ci sono per approvare la legge Cirinnà, soprattutto perché i 5s hanno garantito i loro voti (i 5s rimasti nei 5s e quelli che aderiscono al gruppo misto). Sono 50 e più. Quindi non si capisce quale sia il problema.

Non posso credere che Renzi e Di Maio possano permettersi di ‘bucare’ questo appuntamento. E non credo che Alfano – che da Renzi ha avuto tutto, compresa l’ondata di sottosegretari, che rafforza l’unione civile tra Angelino e Matteo – possa permettersi di fare il fenomeno. Nessuno di loro può avere interesse a fare saltare tutto (oggi Iacoboni sulla Stampa racconta del M5s e del Vaticano, tutto può essere, ma non credo sia così rilevante nel contesto di un accordo complessivo tra i due soggetti).

La legge, come hanno precisato gli estensori stessi, è una legge molto timida, con elementi che piacciono molto poco a chi come noi crede che solo il matrimonio egualitario possa risolvere le contraddizioni attuali. È un passo avanti e insieme un passo di lato, che non risolve la ‘partita’ sotto il profilo dei diritti.

Tutto quello che leggiamo sui giornali serve a rendere tutto più appassionante, me ne rendo conto, serve a trasformare tutto in una battaglia culturale, ma le cose sono più semplici. A nessuno interessa indebolire l’esecutivo, nemmeno ai cattodem che peraltro sono turborenziani. Il voto segreto può aiutare tutti quanti. A favore del governo, non contro.

Quindi Cirinnà passerà. Con i voti di un’altra maggioranza, come sempre capita quando si cerca di fare qualcosa di progressista (almeno un po’), da queste parti.