Nessuna cena (scagionato)

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, accusato da più parti di avere un piano che mi coinvolgerebbe e mi riguarderebbe, mi scagiona: dice di non avere mai parlato con me di recente, che nemmeno lui ha il mio numero, che non siamo mai andati a cena.

Son cose. Ora immagino che gli scatenati commentatori si scuseranno. Ma no: penseranno che ci siamo messi d’accordo anche sulla versione da fornire circa i fatti contestatici.

Poi, mi raccomando, tutti a leggersi l’ultimo dei Wu Ming, lettura consigliata per affrontare certe situazioni (e certe psicosi).

Tutti insieme con la destra, vecchia e nuova (che poi è vecchia uguale)

In Campania ci sono coalizioni variabili che vanno dal Pd a Ncd e, sembra, anche a Forza Italia (a Pompei).

Qualcuno chiede chiarimenti e lo faccio anche io. Tanto per capire se l’idea di andare con la destra ha solo valore parlamentare (che è già pesante, come situazione) o se ne avrà anche uno elettorale. Così da regolarci tutti quanti, sul futuro del Pd e della sinistra italiana.

La ferita di Piombino

Eravamo già in ritardo, quando ci sono andato, durante la campagna delle primarie. In ritardo di anni, per il futuro dell’acciaieria e per immaginare qualcosa di diverso, in campo industriale, per conservare il lavoro che si è perduto e per difendere una comunità da tempo in difficoltà.

È una grave responsabilità per tutta la politica degli ultimi anni. E riguarda tutti, anche chi come me non ha potuto fare niente per impedire quello che sta accadendo e per far cambiare direzione a una storia già segnata.

Elly scende in pista

Regina dei social (solo?), Elly Schlein si presenta. Stasera mi dicono sarà alla Gabbia. Se riesce ad ‘evadere’ la eleggiamo.

P.S.: il nome per esteso è Elena Schlein. Si scrive così, mi raccomando.
P.S./2: in ogni caso, seguitela: farà una campagna strepitosa.

L’Onu e il corridoio umanitario attraverso il mare

Marina insiste e ha ragione (ne avevo scritto qui, nel mese di ottobre dello scorso anno).

Bella ciao vietata?

Ma perché il prefetto di Pordenone vuole vietare Bella ciao il 25 aprile? Ma siamo tutti ammattiti? A quando, per motivi di sicurezza, vieteremo Jingle Bells a Natale?

Lo sfogo

Pare che Poletti si sia sfogato con Sacconi, suo vero ispiratore. Dice il Corriere che gli avrebbe detto: «avete ragione voi, abbiamo ragione, lo cambieremo al Senato». Le dichiarazioni del ministro sono ‘coperte’ dal premier, che bolla le parole di Alfano come «parole da campagna elettorale». Peccato che il ministro dia ragione ad Alfano, prendendosela con la commissione Cgil, come gentilmente viene definita la commissione Lavoro della Camera.

Ora, io non so cosa significhi l’urlo alfaniano del «sarà battaglia». So solo che gli equilibri al Senato sono ancora meno solidi di quelli alla Camera. E che se Alfano, Sacconi e Poletti vorranno dare battaglia, troveranno qualcun altro che la fa.

Mi chiedo, tra l’altro, che senso abbia da parte di chi sta al governo continuare a tirare sui parlamentari (parlamentari che questo governo ha scelto, perché questo governo non è stato certo scelto dai cittadini), inventandosi un nemico al giorno.

Se il decreto non va bene (non piace nemmeno a Scelta civica, che è un bel dire), non passerà. Oppure se ne farà un pasticcio, come spesso accade quando si scelgono larghe intese strutturali e forever. Prendersela con i parlamentari non ha senso, sarebbe più serio prendersela con se stessi.

Un blog da seguire

Un blog da seguire, di questi tempi soprattutto. Analisi e parole meditate, a cura di Gianni Principe. Apprezzabilissime le riflessioni in campo economico e sociale, equilibrati i giudizi sulla linea che si sta seguendo, al governo e nel partito. Insomma, buona lettura.

(Non) restiamo umani

Pare che a Verona la giunta dell’ultradestra (che ha un sacco di problemi, di questi tempi) abbia stabilito che chi porta da mangiare ai senzatetto sarà multato fino a 500 euro.

Un’ordinanza che intende colpire la Ronda della Carità e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, disturbati dai bivacchi.

Mi chiedo se sia normale e se nel 2014 si risponda così a chi sostiene con il volontariato il sostegno degli ultimi: se è un problema di decoro o di dignità umana. E se non si possa fare altro che comminare una multa salatissima a chi si prende cura dei clochard.

La politica è un’altra cosa

Leggo su Repubblica che Renzi avrebbe dichiarato: «Alcuni senatori sono alla ricerca della visibilità, è comprensibile ma la politica è un’altra cosa».

A parte che è parecchio curioso che proprio Renzi adotti l’argomento della «ricerca della visibilità» che lo ha contraddistinto da sempre, stupisce leggere nello stesso pezzo che i senatori che ricercano la visibilità sarebbero la maggioranza assoluta. E che quindi passerebbe la riforma Chiti più di quanto non passerebbe la riforma Renzi.

Quanto poi al fatto che la politica sia un’altra cosa, mi pare che fosse il mandato (auto-attribuito) del premier – quando non lo era ancora – quello di fare le riforme con le minoranze, per cercare il consenso più ampio all’interno del Parlamento.

Renzi, astutamente, dice di voler superare il bicameralismo perfetto (senza abolire il Senato, perché ha deciso di tenerlo, prima popolandolo di sindaci, oggi di consiglieri regionali e di un po’ di sindaci, con l’aggiunta dei nominati dal Presidente della Repubblica ma forse no). Bene, vorrei ricordare che anche con la proposta di Chiti (e con la mia personalissima) si intende superare il bicameralismo, come abbiamo spiegato un trilione di volte. Solo che lo si vuole fare meglio e, visto che siamo in un Parlamento che meglio avrebbe fatto a votare subito (!) una legge elettorale, vorremmo farlo con il consenso più largo, tra forze politiche di maggioranza e di opposizione (e non solo con il consenso di Verdini).

La politica è un’altra cosa.