Sarebbe dovuto essere il nostro libro più divertente. Alcuni dei suoi passaggi più esilaranti li avevamo potuti apprezzare a ottobre, a Firenze, ospiti di Black Candy, con cui abbiamo avviato l’esperimento di People Records. Era la classica riunione di lavoro, quando le riunioni di lavoro si potevano fare così, una dozzina di sedie intorno a un tavolone, tra dischi e poster e gadget, cose serie e scherzi tutto il tempo. Con Paolo Benvegnù si parlava di progetti, musica, tour, testi, campagne promozionali.

A un certo punto arrivano i Camillas. Mirko e Vittorio, Zagor e Ruben, irrompono nello studio. Gli chiediamo se gli va di discutere di un progetto editoriale, che saremmo curiosi e che apprezzavamo il loro lavoro… e loro dopo dieci secondi tirano fuori un libretto. Stampato. Con le pagine incollate tra loro, come una sceneggiatura teatrale o cinematografica. E iniziano a leggerlo.

Pino Corallo componeva soltanto suite, strofinando pezzetti di moquette che ritagliava dai pavimenti degli alberghi dove lo mandavano a controllare le caldaie. Il suo preferito era un brandello duro e marrone trovato nello scantinato del Panoramania, il più bel vecchio hotel della Costa Minore. Eseguì Afasia a Maggio, mentre attorno le api seguitavano a ignorare i segnali d’attenzione disposti lungo le cerniere delle case. Il brano, iniziato lentamente con un sospiro di metallo prodotto dal cinturino dell’orologio di Corallo, proseguiva attraverso sfregamenti e frizioni, in una nebbiolina densa di moquette che si polverizzava e andava via. «Dottor Corallo! Dottor Corallo!» fu l’ultima cosa che sentì prima di esagerare con il bordo.

Ed è stata una delle esperienze più divertenti di tutti i tempi. Mirko attaccava scandendo il ritmo della Storia della musica del futuro e Vittorio partiva con il racconto. Noi ci limitavamo a ridere come matti. E saremmo andati avanti così, senza un domani.

Al termine dell’Evo posteriore, quando già il Sole aveva imparato quasi tutte le parole del genere umano e le gridava accecando i più disonesti e i meno responsabili, fu vietato l’utilizzo degli strumenti a fiato, per evitare la propagazione delle malattie dell’anima. Fu concesso, nelle sale da concerto, che il battimani sostituisse trombe, ampolle, grottoni e sassofoni. Ma le cose non andarono bene.

Alla vigilia della pubblicazione del libro, Mirko si è ammalato e il Covid lo ha tenuto in terapia intensiva per un mese. Abbiamo disturbato Vittorio tante volte per sapere come stesse, con l’angoscia che cresceva e che si alternava alla speranza che poi si tornasse a scherzarci su. Lo faremo, ma non sarà la stessa cosa.

Ah, il libro è bellissimo.

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