Sgarbi spiega a Repubblica che la sua lista Rinascimento potrebbe allearsi con Berlusconi ma anche con il Pd, nelle regioni dove il Pd è forte, perché il Rosatellum invita alla «poligamia». Testuale.

Casini organizza i centristi che si alleano con il Pd, Bonino dice che si allea ma solo se cambia la linea sui migranti (appena cambiata, in direzione contraria), fa capolino anche Verdini, mentre Fitto torna da Berlusconi, che sta rimettendo insieme i Pooh. Gli alfaniani sono già in buona parte rientrati, si attende il recupero dell’Angelino prodigo. Tornerà sulla scheda lo scudo crociato, si aggiungeranno gli animalisti e altri animali politici non ancora identificati.

Come già in Sicilia, pulluleranno liste e sigle trasformistiche, destinate a trasformarsi ulteriormente subito dopo il voto. Poligami e proteiformi.

Le coalizioni esistono praticamente solo in Italia e il Rosatellum non solo ne sancisce l’importanza, ma ne afferma l’insincerità. Ogni lista coalizzata avrà un proprio capo e un proprio programma, ma della ripartizione dei seggi, anche per via del blocco dell’uninominale e della ripartizione tipo 8 per mille dei voti non attribuiti, beneficeranno tutti quanti.

Si potrà votare Bonino all’uninominale, per ritrovarsi Minniti o un suo sostenitore nel proporzionale. Un laico che favorisce Casini. Un sinistro che porta all’elezione di un esponente di Ala.

Nel Pd sono diventati tutti improvvisamente pluralisti e sostengono che il Pd non basti più a se stesso ma ci voglia il centro-sinistra: non sono però disposti a cambiare profilo e programma. Così, nel caso di una coalizione più larga, si potrà votare candidati a favore del Jobs Act, candidati che ne farebbero volentieri un altro e candidati contrari al Jobs Act.

È tutto bellissimo e i giornali si compiacciono di tutta questa furbizia che circola. Intanto l’astensionismo cresce e i 5 stelle gongolano.

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