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Due giorni di incontri, per capire ciò che accade e costruire relazioni politiche, a partire dall’assemblea dei comitati di Possibile in Europa, domenica 24 gennaio alle ore 11.

Per avanzare proposte sul debito, per ribadire che un soggetto politico o è europeo o non è.

Mentre il governo, dopo la lenzuolata di camicie bianche di cui non si ha più notizia, il disinteresse verso il povero Tsipras, il rispettare le regole ma anche il battere i pugni sul tavolo (strategia già adottata con notevole successo da Berlusconi e proposta da un dimenticabile spot dei 5s), alla ricerca di un margine che sa di copertura in extremis – avendo il premier introdotto un botto di clausole-derivati – litiga con tutti senza risultati significativi, noi pensiamo che sul tavolo si debba mettere il cervello: la politica, un fronte mediterraneo credibili, proposte condivisibili e, insomma, una strategia.

Che muova dal tema del debito, centrale, con un’indagine approfondita e un intervento che possa liberare la nostra economia.

Che sappia descrivere un’Europa politica e sociale, che ora non c’è, con un’iniziativa condivisa tra paesi e popoli (perché non rilanciare con una Ice, un’iniziativa dei cittadini europei?).

Che intenda scegliere un nuovo modello di svilluppo, da cui il nostro Paese trarrebbe grande giovamento.

Di questo parleremo con esponenti di tutto l’universo progressista, dai socialisti che ancora si ricordano di esserlo, ai verdi, ai nuovi soggetti emergenti della politica europea. Che non se ne vogliono andare, ma che intendono restare per dare un cambiamento e una mossa che riguarda noi e i prossimi europei, che si meritano qualcosa di più e di meglio.

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