Leggo un sacco di dichiarazioni di esponenti del Pd molto scettici sulle larghe intese dopo quello che è successo nelle ultime ore.

I toni enfatici si sono parecchio smorzati, e mi fa piacere. Quello che mi chiedo è che cosa sia cambiato. E perché alcuni si scandalizzino solo ora.

Il problema, come ho segnalato ad aprile, mentre tutti o quasi parlavano di Moro e Berlinguer, mentre alcuni tifavano (cit.) per il nuovo esecutivo e altri si esaltavano per la soluzione magistralmente individuata, altri ancora indicavano i ministri della proprio corrente, altri infine dopo l’iniziale scetticismo entravano a far parte della compagine del sottogoverno, è semplicemente politico. E non ci voleva un genio per prevedere giornate come quella di ieri.

Ciò che mi domando è perché Napolitano non intervenga anche ora, dopo essere intervenuto con altissima frequenza nelle settimane precedenti. Perché c’è mezzo governo e un terzo del Parlamento che attaccano in modo furibondo la Corte di Cassazione. E forse il Presidente dovrebbe richiamare la sua creatura, il governissimo, al rispetto delle istituzioni.

Così, se posso.

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