Come in quella pubblicità, Epifani oggi lo ha detto e ripetuto in una decina di interviste: è segretario «senza limiti», nessuno ha posto alcuna condizione. Per quello non ha risposto alla mia sollecitazione (scherzo). Quindi, la prima delle due condizioni per me essenziali è saltata: Epifani non sarà un arbitro, ma un giocatore (anche per il futuro). La seconda questione, ancora più importante, è stata ed è che non si cambino le regole del Congresso. Non solo perché l’assemblea e la direzione che le cambierebbero non credo abbiano la titolarità politica per farlo (la prima, decimata anche nel voto di sabato, la seconda per ovvi motivi politici che spero non sfuggiranno), ma perché chiuderci ora sarebbe l’errore definitivo.

Più che un Epifani illimitato, insomma, preferirei che lo fosse il Pd. Illimitato, appunto, e non limitato alle solite correnti.

P.S.: Epifani dice che spegnerà il caminetto, come chiedo da un secolo. A me fa piacere, chissà come la prenderanno quelli del caminetto che lo hanno eletto. Per dire che la prima cosa da bandire, nel Pd, è l’ipocrisia.

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