La lettera aperta di Valerio Onida a Matteo Renzi e al vostro affezionatissimo. Una proposta che ci onora e che ci ispira.

Caro Matteo, caro Pippo,

 

ho seguito con interesse l’iniziativa che avete organizzato a Firenze nello scorso fine settimana. Vi ponete come “rottamatori” di una vecchia classe dirigente. Non vi fermate alla questione anagrafica e questo vi fa onore. Ma le “rottamazioni” vanno bene se non producono solo giovani professionisti della vecchia politica: la sinistra deve puntare alto e tradurre in pratica, con coerenza, decisione e pragmatismo, i suoi valori.

 

Che serva un rinnovamento della politica è evidente: le parole pronunciate a Perugia da Gianfranco Fini (vedremo da quali fatti seguite) fanno intravedere una destra nuova e più seria: è un bene per il Paese. Diventa ancora più urgente che la sinistra a sua volta si renda protagonista di un forte rinnovamento: se ne parla da vent’anni ma spesso esso sembra ridursi ad una sorta di emulazione del berlusconismo inteso come spettacolarizzazione di ogni ambito dell’esistenza, politica inclusa.

 

Il cambiamento richiede un nuovo atteggiamento verso l’attività politica, visto come cura degli interessi della Comunità e non come carriera. Per questo i politici dovrebbero sempre avere una loro professione e non contare sulla politica come unica attività produttrice di reddito personale. Le indennità che le leggi prevedono per chi esercita funzioni pubbliche di carattere elettivo dovrebbero essere disciplinate in modo da servire solo a compensare il venir meno di altri redditi da lavoro (e quindi a consentire che accedano ad esse anche persone che hanno solo il lavoro come mezzo di sussistenza) e non ad arricchire chi le svolge. Trovo giusto anche limitare i mandati che possono essere svolti, per impedire la cristallizzazione di posizioni e favorire il ricambio.

 

Vi invito ad un confronto pubblico tra un settantaquattrenne novizio della politica – insieme al manipolo di appassionati che si sono uniti a lui in queste settimane di lavoro per partecipare alle primarie del centrosinistra per le Comunali di Milano – e voi giovani esperti di politica. Un confronto sulle idee necessarie per un autentico rinnovamento, sulle opzioni possibili e praticabili, sul profilo delle persone adatte ad incarnare i valori che propugniamo. 

 

Facciamolo a Milano: vi propongo la data del 14 dicembre: a un mese dalle Primarie del centrosinistra, nella data in cui ricorre l’ingresso dell’Italia nell’ONU. Era il 1955 e il nostro Paese usciva dalle rovine della guerra con una straordinaria energia, una capacità di reagire a una pagina terribile della nostra storia con spirito di sacrificio e con una grande dignità. Discutiamo allora di rinnovamento alla luce di quella lezione, recuperando tutto quanto di buono abbiamo nella nostra cultura politica, a partire dalla ricchezza inesauribile della nostra Carta costituzionale.

 

Cordialmente

 

Valerio Onida
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