C’era da aspettarselo. Ora Mariani e la Giunta pretendono che Petrucci, appena eletto presidente del Consiglio comunale della terza città della Lombardia, si dimetta, altrimenti rischia il posto di assessore il suo compagno di lista, Boneschi (come Petrucci, in quota Mida, la formazione dal nome curioso e un po’ sinistro che ha sostenuto la candidatura di Mariani a sindaco). Un fatto gravissimo sotto il profilo istituzionale: il presidente è figura ‘altra’ rispetto alla compagine della giunta, nettamente separata dal punto di vista formale e sostanziale. E’ la cosiddetta divisione dei poteri che – mi rendo conto – è un po’ velleitario richiamare in una città in cui l’emissario di Paolo Berlusconi, Paolo Romani, è in giunta per affrontare la questione urbanistica e l’affaire Cascinazza, l’area di proprietà di Paolo Berlusconi. Più che Montesquieu, il riferimento ideale per i nuovi (?!) amministratori monzesi è Previti. Oltre alla questione istituzionale, c’è però anche la questione politica: Petrucci è stato votato da una maggioranza composta anche da 6 esponenti del centrodestra. Pare che siano quasi tutti di Forza Italia, un partito già spaccato in due come una mela. Cosa succederà? Da dissidenti diventeranno desistenti (nel senso che lasceranno perdere, in ragione di qualche ricompensa)? Come ampiamente previsto, ne vedremo delle orrende.

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