Spettacolare arrivo di Fini in centro per il comizio di AN. Sette, dico sette, autoblu di tutte le fatture per introdurre un segretario di partito. Ogni personaggio sul palco ne aveva una: impossibile evidentemente fare il blue-car-pooling, ovvero – tradotto in italiano – farsi dare un passaggio dall’amico potente. “Ho una Bmw, tu?”. “Un’Alfa”. “Allora, andiamo con la tua, in nome dell’italianità”. No, ognuno in auto, con il suo autista, a fare un codazzo che neanche Bush. Sette auto blu, e poca gente, oltre ai militanti e ai candidati. Fini si è preoccupato di parlar male di Prodi, ha raccontato del G8 di Genova (per la serie: “io c’ero”), ha citato Monza una volta sola, insieme a Verona e a Parma. Ma, soprattutto, ha declamato un accorato appello per “semplificare la politica”. Non l’avevano avvisato che la Cdl a Monza si presenta con dodici, dico dodici liste. Talmente tante che non ci starebbero nemmeno sulle tante, tantissime auto blu del lungo corteo dei caudatari del presidente di An. Una vera sfortuna.

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