Polo della Mobilità Sostenibile addio? E’ questa in estrema sintesi la domanda che il nostro gruppo regionale ha rivolto alla giunta attraverso un’interpellanza, dopo la pubblicazione (da noi annunciata qualche giorno fa) di un masterplan (basta con gli inglesismi, accidenti!) elaborato da Infrastrutture Lombarde – la società di capitali delegata alla realizzazione delle opere di interesse regionale – che riscrive il destino dell’area ex Alfa di Arese. Il progetto, presentato ai Comuni interessati e alla Provincia di Milano, contiene la novità (che in Lombardia non è più una novità, per altro, ma una certezza) di un consistente insediamento residenziale e commerciale laddove la Regione aveva promesso la creazione del Polo che avrebbe consentito il rilancio del territorio e la riconversione degli ex lavoratori Alfa. Al contrario, solo una parte residuale dell’area, in base al nuovo Piano, conserverà la vocazione produttiva e nessun cenno è fatto al vecchio progetto di cui tanto si è parlato in campagna elettorale, quando l’auto a idrogeno sembrava dietro l’angolo e la Regione vagheggiava un futuro prossimo illuminato dall’avanzamento della ricerca e della sperimentazione di nuovi veicoli a basso impatto ambientale. Un’alternativa possibile c’è, e c’è eccome: qualora Milano vincesse la candidatura per l’Expo 2015, il Polo di Arese potrebbe ottenere i finanziamenti necessari per sviluppare insediamenti produttivi legati all’attività della vicina Fiera di Rho Pero. Oltretutto, aggiungo, la stessa Expo 2015, come da noi proposto in passato, riprendendo l’idea del prof. Redondi, potrebbe essere dedicata proprio all’energia ‘nuova’ e alle soluzioni per una mobilità diversa e sostenibile nelle grandi aree urbane del pianeta. Ma purtroppo siamo in Lombardia e le belle idee si trasformano facilmente in un centro commerciale e in una stecca di palazzi. Che tristezza.

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