Vimercate 2006. Il sindaco uscente, Enrico Brambilla, consegna il testimone a Paolo Brambilla, candidato sindaco dell’Unione. Il secondo è stato assessore all’urbanistica con il primo, e ha condiviso con lui nove anni di impegno civico e di lavoro amministrativo di grande qualità. Vimercate, oltre a essere la città dei Brambilla (ve ne sono altri, nelle liste, oltre ai due più noti), è la città della buona amministrazione, slogan che accompagnerà la campagna elettorale del centrosinistra. Una città che ha conosciuto in questi anni numerose trasformazioni, il recupero del centro città e delle sue vie pedonali, una viabilità ordinata e ben governata, lo sviluppo di uno dei migliori sistemi bibliotecari del Paese, la capacità di affrontare impegnative scelte in campo culturale (la già ricordata Villa Sottocasa) e di recuperare le proprie aree dismesse. Una città che proseguirà nel grande impegno verso il sociale – condiviso con gli altri Comuni dell’area a cui appartiene – e che lancerà nuove sfide, ad esempio in campo ambientale (il parco della Cavallera, per tanti versi simile alla Cascinazza monzese). Al primo punto però ci saranno il lavoro e l’innovazione, con soluzioni e strumenti per affrontare la crisi occupazionale più grave degli ultimi decenni, ancor più dolorosa se si pensa che riguarda il settore delle nuove tecnologie e della cosiddetta Silicon Valley brianzola. Con Enrico si è vinto (in qualche modo, anche in occasione delle ultime politiche: candidato nei DS ha ottenuto un risultato superiore anche a quello di Sesto San Giovanni). Con Paolo si rinnoverà una sfida serena, seria e competente, per il bene di una bella comunità, che se lo merita.

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