Stamattina sono uscito di casa alle 8.35 per prendere il treno delle 8.55. Avevo una riunione in Regione a cui volevo arrivare puntuale. Il treno è arrivato a Monza alle 9.10 passate, annunciato con 10 minuti di ritardo che in realtà erano 15. Sono arrivato in Centrale alle 9.20, alle 9.25 in Regione. Totale 50 minuti. A quel punto, ho scorso i nuovi tabelloni elettronici, con i display che indicano il delay (ritardo) dei vari convogli. Non uno che si salvasse. Per fare il tragitto, per me l’auto è decisamente più conveniente: al massimo, magari infilandoci anche un caffé, a quell’ora, ci metto 45 minuti. Ecco perché il sistema non funziona. Perché non tutti sono volontari ecologici. Non tutti pensano sia giusto dedicare mezz’ora alla mattina e mezz’ora alla sera alla collettività. Gli investimenti per il trasporto pubblico sono urgentissimi. Ancora più urgenti delle grandi opere. Interventi strutturali, verifiche puntuali, scelte radicali. Tutto quello che Berlusconi e Formigoni non riescono a capire. Per ora di "epocale" in Lombardia c’è solo il movimento dei pendolari, che è diventato interregionale. Proprio come i treni che Trenitalia sopprimerà, perché saranno tutti intercity. L’intercity sul display del delay, con un cost più alto e un servizio sempre low, molto low. Così finirà che tutti prenderanno la car

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