Archivio mensile Archivio: marzo 2012

Non è solo

Giulio Cavalli è stato nuovamente minacciato dalla ‘ndrangheta.

Giulio è un collega più coraggioso di altri.

E per me è un amico, nel senso più vero del termine (spazio per il politichese non ce n’è, dentro di me, e nei suoi confronti).

La mia solidarietà è totale. E spero che lo sia anche la vostra. Perché Giulio è un cittadino che deve sentirsi libero come e più degli altri.

E noi dobbiamo fare di tutto perché la sua serenità non abbia alcun limite.

Per questo, in fondo, facciamo tutto quello che facciamo.

#liberalasedia, la diretta web

La trovate sul sito di Prossima Italia.

La parola chiave su Twitter è: #liberalasedia.

La pagina Facebook è qui.

Siamo partiti.

Un punto di partenza

Non sarà un’avventura, quella di domattina: no, non può essere soltanto una primavera.

La manifestazione di domani proseguirà, lo diciamo fin d’ora, con il contributo di tutti quelli che, in tutta la grande Lombardia, credono nella necessità e nell’urgenza del cambiamento.

La pagina Facebook sarà il luogo dove far convergere le tante iniziative che si susseguiranno nei prossimi mesi.

Una nuova edizione del Libro grigio racconterà questi ultimi mesi, così controversi.

Si chiederanno risposte in tutte le forme consentite, nell’ambito della vita politica dell’istituzione regionale, insistendo, come abbiamo fatto, sulla trasparenza e sulla rendicontazione di quanto accade in Regione. E non solo per quanto attiene le inchieste giudiziarie.

I partiti di opposizione, come annunciato oggi da Maurizio Martina sul Corriere, lavoreranno ad un percorso aperto e inclusivo, che passi attraverso la partecipazione:

Noi sapremo cogliere quest’occasione proponendo un progetto di rinnovamento. Partiti, liste civiche, società organizzata. Un progetto dove le forze politiche fanno la loro parte senza essere il tutto.

Parlando prima del progetto e poi di eventuali nomi da fare, perché altrimenti delle primarie – in cui crediamo fermamente – si perderebbe il significato più vero. Che è quello di costruire insieme l’opzione politica più forte e insieme più rappresentativa delle sensibilità di tutti.

Fin da ora, la richiesta è quella di moltiplicare le occasioni di confronto, di indagine su quanto è accaduto (e sta ancora accadendo) e di proposta di quello che sarà il nostro progetto in Lombardia. E, per sineddoche, in tutto il Paese.

Tanti auguri, presidente

Oggi Roberto Formigoni compie 65 anni.

Cento di questi giorni (e, se le riesce, un po’ meno mandati da presidente).

Auguri sinceri.

Dalla rete alla piazza (andata e ritorno)

Domani #liberalasedia sarà in diretta web e su Twitter potrete portare vostre testimonianze, contributi, proposte. Seguiteci.

Perché piazza e rete anche questa volta convergeranno, com’è giusto che sia.

A domani, #liberalasedia

Popolino ironizza sulla sindrome di Scajola che continua a colpire Formigoni.

Ci vediamo domattina. Per cambiare.

L’invito

Permettetemi quattro veloci considerazioni a commento dell’incredibile tweet del Nostro (anzi, del Loro). Ovviamente, non commento l’uso del verbo «mazzolare». Non ce la faccio.

Faccio però notare che se Formigoni e le sue innumerevoli maggioranze avessero avuto la serietà di recepire nella legge elettorale regionale il limite dei due mandati previsto dalla normativa nazionale (del 2004), non avrebbe potuto candidarsi nemmeno per questa legislatura (qui il parere di Valerio Onida). E, visto come stanno andando le cose, avrebbe fatto meglio a esimersi.

L’affermazione scherzosa (si fa per dire) di oggi, per altro, fa capire che Formigoni ritiene possibile comunque un altro mandato (eppure «lo scopo del disposto legislativo» di cui stiamo parlando «è quello di evitare l’accumulo di potere personale di chi ricopra troppo lungamente la carica», come ha spiegato Vittorio Angiolini, cfr. qui a p. 40). Complimenti.

In terzo luogo, il fatto di dimettersi per poi ricandidarsi per la quinta volta segnala che ormai il caso è patologico. Non riesce a smettere, e forse bisogna trovare il modo di aiutarlo. Forse sono i troppi caffè. Chissà.

Da ultimo, e in ogni caso, se si dimetterà (vogliamo crederci) e si ricandiderà (non possiamo crederci), Formigoni batterà certamente ogni record. Noi, invece, batteremo lui.

C’è sempre una prima e un’ultima volta.

Poteva andare peggio?

Poteva piovere. E ha piovuto.

Una cosa è sicura: l’accoglienza del nuovo sistema elettorale non è stata trionfale come forse qualcuno si augurava. E c’è parecchio da lavorare, ancora. Mentre Monti se la prende con i partiti (gli piace troppo vincere facile, ultimamente) e si naviga a vista anche sulle famose riforme strutturali.

Insomma, non è proprio un idillio, ecco.

Il poco gentile sistema di potere

Carlo Monguzzi, Consigliere Gruppo Partito Democratico in Comune

Libera la sedia, Roberto.

Il poco gentile sistema di potere della Regione Lombardia toglie aria alla democrazia della nostra Regione.

Risultassero anche tutti innocenti gli inquisiti permarrebbe una situazione anomala, la sola affermazione infatti di Formigoni che recita: “I primari degli ospedali vanno scelti per le loro capacità e non per l’appartenenza politica…” certifica l’assoluto stato di irrealtà e di bugia in cui versa la Regione e sarebbe da sola sufficiente per lo scioglimento urgente del Consiglio regionale.

Ma come, sono 17 anni che le nomine in sanità sono ultra rigidamente sottoposte al regime spartitorio, che il sistema delle bonifiche è stato negli anni appaltato a un solo uomo legato alla corrente filosofica dominante in Regione, che non viene assunto neanche un aiuto commesso se non ha una qualche simpatia politica, che addirittura un dirigente regionale è stato sospeso per lesa maestà dal servizio per avere scritto un libriccino in cui osava criticare Comunione e Liberazione… e Formigoni riesce a dire che ora bisogna operare a partire dal merito delle persone. Dopo che ha spartito tutto ciò che era possibile spartire. Per tutte queste ragioni educatamente invitiamo Formigoni a liberare la sedia.

Liberiamo l’Istituzione regionale. Ci vuole aria in Regione, ovviamente, nuova e pulita.

#liberalasedia, istruzioni per l’uso

Ci si vede in piazza Lombardia sabato, dalle ore 10.30 alle ore 13.

La piazza è all’interno del nuovo complesso della Regione, là dove un tempo sorgeva in bosco di Gioia (anche la fermata della metropolitana è Gioia, nel caso).

Per seguirla su Twitter, la parola chiave è #liberalasedia. Su Facebook, la pagina è questa.

La manifestazione sarà aperta a tutti, senza sigle, né etichette, con molte adesioni, di cui daremo ovviamente conto nel corso della mattinata.

Nelle intenzioni di chi la promuove è l’evento di una campagna regionale e però nazionale, perché è la politica, non solo la giunta lombarda, che deve cambiare. Una campagna politica, quindi, né giudiziaria, né elettorale.

Non ci saranno né palchi, né comizi. Ci sarà un tavolo, dove raccogliere idee, proposte e documentazioni. E le richieste di intervento di chi vorrà dire la sua.

Un microfono girerà per la piazza, alla ricerca di storie e persone che raccontino la Lombardia di questi anni e dei prossimi.

Pochissimi minuti per ciascuno, di una piazza che parla, che denuncia e che ragiona. E che cerca di disegnare un futuro diverso, perché il presente è proprio insostenibile.