Archivio mensile Archivio: gennaio 2009

La sfida in Brianza

Torno su Gigi Ponti. La sua candidatura ha un significato aperto e inclusivo, non solo per un tono e un approccio istituzionali, che hanno caratterizzato il suo lavoro in questi anni e che non deve assolutamente perdere, ma anche per una provincia che sia rappresentativa delle diverse sensibilità dei territori e delle diverse componenti sociali. Qualità di governo, efficienza e capacità di decidere e di affrontare le questioni amministrative, da una parte, e centralità del Consiglio, che sarà una sorta di assemblea costituente della nuova Provincia, dall’altra. La nostra è la provincia che più lavora, ma che politicamente conta troppo poco. La provincia più ricca, che non dimentica la solidarietà sociale. La provincia più verde, che rischia di esserlo sempre meno. Perché noi abbiamo dimostrato di sapere trovare i soldi per le infrastrutture, realizzarle con metodo e con responsabilità, cercando di promuovere una forte compensazione ambientale. Perché noi crediamo nel trasporto pubblico, e sarà il nostro principale strumento per attraversare la Brianza, all’insegna di un profondo ripensamento del servizio di trasporto pubblico locale. Il nostro sarà un viaggio attraverso il mondo del lavoro e dell’impresa in una collaborazione forte e con un tavolo di lavoro, che sarà una delle prime cose che verrà avviata nel mese di giugno, se tutto andrà come deve andare, insieme alla task force sui trasporti per risolvere i problemi dei pendolari. E sarà un viaggio attraverso i Comuni e le nostre comunità, dove si fa della buona e bella politica, ogni giorno, al servizio dei cittadini. A tutti promettiamo la massima trasparenza e la massima sobrietà: la nuova Provincia non sarà uno spreco, ma un’opportunità, e che si manterrà, per le spese del suo funzionamento, al di sotto dei valori dell’attuale Provincia di Milano (per la quota che già ci compete). Non c’è solo Arcore in Brianza. E’ libertà e autonomia delle decisioni. E responsabilità, soprattutto. Da tempo lavoriamo perché la Brianza sia una, e uno spazio politico condiviso, nel rispetto di ciascuna delle sue specificità. Una Brianza che sappia armonizzare e rappresentare l’imprenditore di Renate e l’operaio di Nova, il professionista di Monza e l’insegnante di Vimercate. Costruiremo i collegamenti o se volete i ponti, dal Seveso, al Lambro e in futuro all’Adda. Del resto, lui è Ponti e noi, banalmente, siamo pronti.

Siamo Ponti

La campagna elettorale di Gigi Ponti è partita.
C’è il suo sito con le prossime iniziative, la lunga corsa fino al 6 giugno. E ci sono le cinquecento persone che hanno ‘invaso’ il cinema Capitol, questa mattina, e gli amici che hanno voluto accompagnare Gigi con la loro testimonianza, da don Mazzi a Cacciari, da Bugno a Bonomi. C’erano cinquecento persone al cinema Capitol e ci siamo sentiti un po’ tutti Ponti, perché ne condividiamo la sfida, perché ci sentiamo rappresentati da lui e dalle sue parole, e perché siamo tutti alla ricerca di relazioni con gli elettori, con la società e tra territori diversi. E siamo pronti, davvero, e per una volta gli ‘altri’ non possono dire la stessa cosa.

Segnalazione (anzi, il suo contrario)

Un appello che condivido e che rilancio.

Se è la discriminazione a essere finanziata

Leggo da Repubblica: «Il Comune di Brescia ritira la delibera – che il giudice nei giorni scorsi ha bollato come discriminatoria – con cui aveva disposto un bonus bebè da mille euro per le famiglie di ogni bambino nato nel 2008, purché bresciano o figlio di almeno un genitore italiano. Nel provvedimento, la giunta spiega che “l’estensione del beneficio a tutti gli stranieri risulterebbe in contrasto con la finalità prioritaria di sostegno alla natalità delle famiglie di cittadinanza italiana che si prefiggeva questa amministrazione”». Per cui, se non si può fare per i soli bresciani, non si fa per nessuno. E quindi si afferma in modo ancor più chiaro che a essere finanziata era soprattutto la differenza tra chi è italiano e chi non lo è. La motivazione degli amministratori bresciani è che con i mille euro gli italiani si metterebbero a procreare, mentre gli stranieri già lo fanno. Cose dell’altro mondo. La Costituzione si è fermata a Brescia.

Ma chi gliel’ha detto?

Bellissima intervista di Piero Colaprico a Formigoni. Per le domande, s’intende.

I Ponti della Brianza


Piazza Autodromo

Ai leghisti manca soltanto che, dopo l’aeroporto, il loro alleato preferito (il Pdl) porti via anche l’autodromo al famoso Nord da loro così ben rappresentato (vedi anche alle voci: Catania, ponte sullo Stretto, patto di stabilità). E se ne inventano una al giorno, dimenticandosi di essere al governo e di poter intervenire con iniziative ben più serie. L’ultima trovata è strepitosa: cambiare il nome della piazza centrale della città, ora «piazza Roma», in «piazza Brianza». Pare che nella Capitale siano letteralmente terrorizzati, e pronti a rispondere con l’immediata cancellazione di via Monza, a San Giovanni (via la Lega, la chiameranno). Tra l’altro, ai leghisti, è mancato lo spunto: potevano anche chiamarla piazza Autodromo, già che c’erano, almeno ci rimaneva qualcosa. Secondo me, la soluzione per la Lega è semplice: presentare una legge che vieti (una volta per tutte) i Gran premi nei centri storici. Lo hanno già fatto per i kebab, non dovrebbe essere così difficile farlo anche per la Formula 1…

Capovolgimenti e inversioni

E’ il programma della prossima settimana, almeno per i leoni.

Ottimo lavoro, ragazzi

In molti mi scrivono, quasi tutti hanno perso la pazienza. Si tratta del caso Cosentino che anziché dividere la destra, divide il Pd. Il caso in questione è l’ennesimo autogol politico del Pd. La vicenda è complessa. Perché Cosentino è oggetto di accuse infamanti, da parte di alcuni pentiti le cui dichiarazioni sono riportate da un’inchiesta, non della magistratura, però, ma de l’Espresso. Chiederne le dimissioni è giusto, ma obiettivamente non molto fondato. Di qui le divisioni. Voti favorevoli, astensioni dichiarate (e non) e assenze tattiche (compreso Tenaglia, che evidentemente aveva un impegno-ombra, di dieci minuti dieci). Per me l’errore è presentare una mozione di sfiducia sulla quale il gruppo non è d’accordo, per poi fare la figura dei dilettanti. Ma forse ieri, più che una mozione contro a Cosentino, si trattava della mozione di sfiducia a Soro. Quello con la ‘o’.

Brutto carattere

Da democratico di rito soruano, ho dovuto leggere l’intervista (è la prima volta che lo linko, e me ne scuso) di Giovanni Valentini al Giornale e l’ho trovata ridicola. Soru ha un brutto carattere, e non voleva schierare politicamente il portale di Tiscali. Addirittura Valentini dice di averne parlato con Franca Ciampi, nota politologa. Ai palati fini del Giornale deve essere parsa una cosa inconcepibile, abituati come sono ai loro proprietari, moralmente irreprensibili e corretti come nessun altro è mai stato, fin dal giorno in cui l’uomo ha fatto la propria comparsa sulla terra.