La laicità è dolce, è tutt’altro che aggressiva. È repubblicana. E in quanto tale, appartenendo alla cosa pubblica, di tutte e di tutti. Essere laico significa consentire a tutti di esprimersi, a patto che qualcuno non dica: «tu no, non puoi». Perché? «Ma perché l’ho deciso io, lo abbiamo deciso noi». Il laico risponde: chi sei tu, chi siete voi per giudicare i miei comportamenti sulla base delle tue e vostre convinzioni o, peggio, dei tuoi e vostri pregiudizi? Perché proiettare le proprie convinzioni, a cui chissà quanto si è fedeli, sulla vita degli altri?

Qui il seguito.

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