Un anno fa pubblicavo Voi sapete. L’indifferenza uccide, grazie a Elisabetta Sgarbi e a La nave di Teseo.

Sapevamo già tutto dei campi libici. E nessuno ha fatto nulla: nessuno è intervenuto sugli accordi con la Libia, contro i respingimenti delegati ai libici, contro il nostro sostegno, anche economico, in loro favore.

Al governo non c’era Salvini, no, c’era Gentiloni con Minniti. Renzi era segretario del Pd, si era dimesso ma poi sarebbe ritornato.

Ora della Libia si parla di più e ne parlano anche i protagonisti della maggioranza precedente, ma nessuno interviene. Anzi, con Salvini la deriva prosegue, a maggiore velocità. I 5 stelle lo sostengono, del resto sono anni che dicono cose simili, sulle ong, sui migranti, su tutto quanto.

Tutto intorno l’indifferenza che uccide, un senso di sproporzione e di dismisura tra mezzi e fini, un disprezzo verso le persone che ci riporta ai tempi più bui del Novecento. Un odio che si esprime in un linguaggio primitivo, un razzismo assunto e istituzionalizzato.

Questa è la Libia, questa è l’Italia. Da colonia a confine, a due passi da casa.

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