Lo sostiene un appello firmato da decine di giornalisti, attivisti, associazioni. E lo sosteniamo anche noi: vogliamo ascoltare finalmente parole di verità rispetto a quanto succede tanto nel Mediterraneo centrale quanto in Libia.

Dobbiamo dirlo senza mezzi termini: il governo italiano sta effettuando respingimenti collettivi di rifugiati. Le mani insanguinate non sono le nostre, ma quelle della Guardia costiera libica che addestriamo, alla quale diamo assistenza e che riteniamo essere un interlocutore affidabile, nonostante numerose inchieste giornalistiche abbiano documentato la sovrapposizione tra questa e gli stessi trafficanti di esseri umani.

Stiamo respingendo persone innocenti, che hanno subito trattamenti inumani e degradanti, torture, violenze, stupri, verso quei luoghi dai quali scappano e verso i loro stessi aguzzini, macchiandoci di crimini che verranno messi nero su bianco sui libri scolastici.

«Com’è stato possibile?», ci domandiamo ora pensando ai periodi più bui della storia. Ce lo chiederemo ancora e diremo ai nostri figli e ai nostri nipoti, ancora una volta, che «non deve ripetersi mai più».

Sta succedendo di nuovo.

Sosteniamo l’appello «La verità va gridata dai tetti». Sostenetelo anche voi, firmate qui.

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