Paola Natalicchio, sindaca di Molfetta (I love this woman), mi scrive questa bella email:

Caro Pippo,

nell’anno di Expo 2015 non possiamo lasciare alla retorica fascio-leghista di Matteo Salvini la difesa di chi lavora nell’agricoltura e nella pesca. E allora voglio raccontarti di due persone belle della mia Molfetta: una si chiama Angelo e l’altra Mimmo.

Angelo ha 30 anni, è figlio di Mimmo Farinola, che a Molfetta (e non solo), semplicemente, era la pesca. Il punto di riferimento dei lavoratori del mare, il faro di Assopesca in Puglia e non solo. È morto all’alba, una mattina di qualche anno fa, a 8 chilometri da Molfetta, per un colpo di sonno, mentre tornava a casa dalla solita interminabile riunione al Ministero. Suo figlio Angelo oggi è il direttore del Gac, un consorzio dedicato al rilancio del settore, che si finanzia con i fondi europei. Un giovane capace, che si è messo a disposizione del settore, sulla scia tracciata dal papà. Angelo è venuto a trovarmi poche settimane dopo che sono diventata sindaco. Proiettore sottobraccio, pen drive, due fogli di appunti. Non lo conoscevo prima, ma l’ho riconosciuto subito. E lui subito mi ha voluto mettere alla prova. Voleva capire se volevo fare davvero qualcosa per il settore che aveva dato da mangiare ai miei due nonni: uno pescivendolo, uno venditore di radar per percherecci. E anche un po’ a mio padre, che prima di laurearsi in Economia ha fatto per anni il ragioniere del mercato del pesce. Angelo mi ha detto che dovevamo svegliare il settore, scuoterlo dall’ossessione della rottamazione. Inventarci qualcosa. Innovare, semplificare.

Mi ha detto che c’erano armatori pronti al cambiamento, come Mimmo Facchini e i sui figli poco più che ventenni. Si erano messi in testa di sfidare la crisi, di smetterla di lamentarsi del pesce invenduto e provare a moltiplicare i canali per penetrare il mercato. «Vogliono vendere il pesce su Facebook, su WhatsApp. Ma questa cosa non esiste da nessuna parte. La dobbiamo organizzare».

Così abbiamo chiamato la Asl, l’Assopesca, i nostri funzionari comunali e abbiamo scritto le prime linee guida per la vendita diretta del pescato. Oggi sono tradotte in varie lingue, la settimana prossima le aggiorniamo per una nuova edizione “da esportazione”. E abbiamo anche varato una Scia semplicifata: una specialissima segnalazione certificata di inizio attività, per rendere la vita facile a chi vuole provare non a chiudere ma a rilanciare. Dedicata ai rottamatori della rottamazione. Agli armatori con la voglia di farcela e di fare. Il primo progetto che è nato da questa follia si chiama «Fish all days», della barca Maria Domenica di Mimmo Facchini.

La barca esce e quando esce manda un messaggio WhatsApp alla catena di sant’Antonio di clienti che si è moltiplicata nelle settimane. Nel messaggio manda un menu e un listino, poi manda una foto con la localizzazione in mare: solitamente la zona del Gargano. Nel frattempo arrivano le ordinazioni e la barca rientra, intorno alle due di notte ogni 4-5 giorni a settimana.

Una parte del pescato continua a venderla al mercato, un’altra parte, gia divisa in cassette, con etichette e cognomi, finisce in un camioncino per la consegna a casa. Bonifico o contanti, regolare ricevuta. Consegna diretta dell’armatore al cliente. Chilometro zero che citofona al cancello.

Fra poche ore «Fish all days» verrà premiato a Bruxelles dalla Commissione europea, come unico progetto italiano sulla pesca innovativa.

Non ha ancora preso un euro dei soldi dell’Unione europea che gli spettano, perché la rete della burocrazia ne impedisce i trasferimenti. Ma grazie alla consulenza di Angelo e del Gac e alla nostre linee guida e alla nostra Scia semplificata Mimmo ha rilanciato l’attività di famiglia, ha dato una motivazione ai figli per occuparsene, ha un’ottantina di clienti in tutta la Puglia ed è il nostro ambasciatore in Europa. Intanto, ha contagiato di entusiasmo la nostra marineria.

Un tempo seconda solo a Mazara del Vallo, oggi comunque importante con le sue 60 imbarcazioni. Anche il peschereccio “Mizar” vende direttamente, sulla barca, dopo aver avvisato i clienti via Facebook sul pescato disponibile e sull’orario di ritorno in mare. Mizar ha messo a punto una App con ogni dettaglio e informazioni precise sul pesce locale. A loro, da una manciata di giorni, si è aggiunto un trentenne timido e motivato.

La sua barca si chiama Il Mimmo, come il papà di Angelo a cui è intitolata e come Mimmo Facchini di «Fish all days» che di questa esperienza è un po’ il papà. Voglio che gli europarlamentari che lavorano sottovoce o in silenzio per la nostra pesca, come Renata Briano e Elena Gentile, sappiano di queste storie che non sono solo patrimonio di Molfetta, ma dell’intero Paese che non si lagna e si inventa ogni giorno rinascite e riconversioni. Per attraversare il mare forza nove della crisi. Resistere ai nodi del vento, provando a usare le raffiche per gonfiare le vele.

Magari leggono il tuo blog si fanno venire altre idee. Per non lasciare sola la nostra pesca, per favorirne un ricambio generazionale, come sta avvenendo in agricoltura.

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