Una volta fioccavano gli appelli, le prese di posizione, le polemiche, le discussioni, gli editoriali di spessore, le interviste di livello.

In questo gennaio del 2015 invece passa tutto così, sotto silenzio: della riforma costituzionale non parla più nessuno, come se fosse un passaggio così, senza importanza. Come se non fosse la cosa più importante, la riforma della Costituzione, come se tutto sommato ci fossimo abituati all’andazzo generale.

A me dispiace. Parecchio. Perché così sembra tutto svuotato. Anzi, proprio «sotto vuoto». E non va bene, comunque la si pensi.

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