C’è molta delusione per il rinvio (ancora) dell’intervento sulle partecipate, spiegava ieri (per Il Sole) Alberto Quadrio Curzio: in effetti almeno le aziende inattive partecipate dagli enti locali si potrebbero semplicemente chiudere.

Non per tutto serve una riforma legislativa (che sarebbe bene annunciare sempre dopo e non prima di avere trovato la copertura, come chiede la Costituzione); il Pd, politicamente fortissimo, senza avversari (come dicono tutti), al governo dappertutto, a tutti i livelli, anche e soprattutto negli enti locali (dove fortunatamente non hanno ancora preso più di tanto spazio le larghe intese, a parte qualche preoccupante segnale), potrebbe impegnarsi in azioni concrete e immediate: se è vero che più di un decimo delle società non sono operative, che altre sono dei buchi neri, che altre ancora non si capisce bene che cosa facciano, una forza di governo potrebbe decidere, attraverso i propri rappresentanti, di intervenire senza aspettare altro tempo. E altre spending review, perché sull’argomento gli stessi articoli li leggiamo da quando c’era Monti. Ogni amministratore del Pd, ogni dirigente del partito e della coalizione, si guardi intorno. Anche questa mattina.

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