Continua a covare il malessere del M5s per la questione della democrazia interna. Ne scrive Andrea Malaguti sulla Stampa, oggi. La discussione ruota intorno al ruolo di Casaleggio, vero capo del movimento, a cui spetta l’ultima parola su Bossi-Fini, reddito minimo, dibattito interno, tempi e modi della discussione. A qualcuno anche nel gruppo del M5s sembra un ruolo eccessivo. E, se adottassimo i toni che Grillo usa contro di noi, potremmo dire che Casaleggio, che nessuno sa dove sia, assomiglia a quel personaggio di 007, con il gatto sulle ginocchia. Che vede non visto e decide per tutti.

Sarebbe però il caso che i dissidenti grillini uscissero alla luce del sole, per rendere pubblico un dibattito che riguarda la prima o seconda forza politica italiana. Sarebbe importante, soprattutto per chi crede nel valore assoluto della democrazia, dentro e fuori le forze politiche. Sarebbe bello che anche loro facessero un Congresso o quantomeno stabilissero chi decide. E votare per un leader, come in Italia fanno ancora in pochissimi, purtroppo.

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