Ora, lo avevo scritto ieri e mi fa piacere veder convergere molti su questa posizione.

Certo, le difficoltà sono enormi e, se si seguono i canoni della politica tradizionale, letteralmente insormontabili.

Dopo avere discusso (per troppo tempo) della possibile alleanza con Monti, ora ci troviamo in una situazione ribaltata. E dobbiamo provare a ribaltarla con un messaggio nitido, come non lo è mai stato.

Perché dall’impasse si esce soltanto con una fortissima spinta politica, che tenga conto dell’emotività che si respira (e si respirava anche prima dei risultati) e sappia trasformarla in un puntuale menu di governo. Da proporre al Parlamento e anche al Paese. E che può funzionare sia che si riesca a formare il governo, sia che si debba tornare a votare.

«Cose mai viste»: tutto quello che non si è riuscito a fare in questi ultimi vent’anni.

E certo sarà durissima, e magari andrà male, anche perché il disegno di Grillo era esattamente quello di impallare il sistema politico questa volta e di tornare al voto presto per vincere e azzerare tutto. Ma forse, dopo tutto, per l’eterogenesi dei grilli, si riuscirà a fare qualcosa di inedito, soprattutto se il Pd avrà coraggio e determinazione. E chissà che non venga fuori qualcosa di buono. Magari per poco tempo: ma con tutto quello che abbiamo già perso, e con i risultati che le urne ci hanno consegnato, tentare è un obbligo. E il fatto di non avere alternative ci può portare a risultati insperati.

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