La seguiremo in diretta, con gli amici di YouTrend. Per qualsiasi messaggio al vostro affezionatissimo, come sempre: civati chiocciola gmail punto com. State collegati.

21.41. Ora stacco davvero. A voi la parola, le analisi. E un ringraziamento sincero, da parte mia, per il lavoro e la passione di queste ore.

21.40. Renzi che dice che «se vinciamo è un noi, se perdiamo è un io», mi fa venire in mente le parole di Ilda Curti di qualche giorno fa. Marco Castelnuovo della Stampa commenta così: «Bello il discorso della resa di Matteo Renzi. Fosse stato sempre così netto ma rispettoso, forse oggi avrebbe fatto un altro discorso».

21.32. Un’altra cosa, a proposito dell’alleanza con l’Udc, che è un esempio perfetto di quello che ho cercato di scrivere qui sotto (e di cui ho parlato anche recentemente). In un commento, un e-lettore che ha votato Bersani scrive: «Mi spiace solo per l’alleanza con l’Udc, che fa schifo anche alla stragrande maggioranza degli elettori di Bersani». Ecco, forse questo è un tema sul quale riflettere ancora. Non a caso lo avevamo posto tra i quesiti referendari. Perché è molto rilevante ed è molto rilevante perché è molto trasversale.

21.30. I risultati di queste primarie (tutti i risultati, intendo, quelli di chi ha vinto, e quelli di chi ha «non vinto», per usare una celebre espressione del vincitore di oggi), soprattutto se saranno consolidati nelle prossime settimane da un lavoro serio, rigoroso e moderno, aprono alla buona politica e al cambiamento la possibilità di tornare a farsi valere, nel dibattito pubblico italiano, dopo molto tempo di «sudditanza psicologica». Una prova di maturità importante per tutti, credo di poter dire, che passa attraverso le #primarieparlamentari e attraverso un confronto tra chi è dentro e chi è fuori dal Pd più articolato e approfondito di quanto non siamo ancora riusciti a fare. Non è un auspicio, il mio: è l’urgenza politica più forte e il messaggio più netto che sia arrivato dai seggi.

21.05. I dati si sono stabilizzati, e mi prendo una pausa. Nel frattempo, se ne avete voglia, commentate qui sotto, come sempre.

20.58. Ironia della sorte, lo slogan «gira la ruota» unisce entrambi i candidati. Ed è, al di là dell’immagine, una necessità per tutti.

20.54. L’analisi di Dino è molto interessante. Ci aggiungerei anche qualche motivo politico, ma lo faccio domani, con calma.

20.45. Curiosità: nel seggio di Arcore, visitato per ultimo, oggi pomeriggio, ha vinto Bersani, 489 a 298.

20.39. Ho tuittato così:

Le primarie non si perdono mai

20.35. Il tweet con cui Matteo Renzi ammette la sconfitta è tra i più rituittati della storia: «Era giusto provarci, è stato bello farlo insieme. Grazie di cuore a tutti».

20.27. I primi dati scrutinati confermerebbero le proiezioni di Piepoli. Chissà perché l’altra volta ci abbiamo messo venti ore. Boh.

20.17. Secondo Piepoli: Bersani al 61% (e rotti), Renzi 38% (e rotti). La notte è ancora lunga.

20.10. Primo dato da Solbiate Olona (Va): Renzi 61, Bersani 60. Al primo turno: 62 Renzi, 50 Bersani.

20.00. Si spoglia.

19.55. Gianpaolo Malatesta da Genova fa una proposta da colorare in rosso: conservare le urne per le #primarieparlamentari. Non si scherza, non ci resta che scegliere.

19.50. Con l’occasione, ringrazio non solo le volontarie e i volontari che anche oggi si sono sciroppati banchetti e gazebo, ma anche chi mi ha inviato il dato sull’affluenza dal proprio seggio. E dai dati che mi giungono anche ora posso confermare che l’affluenza è in linea con quella di domenica scorsa.

19.43. Già che ci siamo, annunciamo che intorno alle 21 daremo anche le prime proiezioni sulle primarie del Pdl (#sischerza).

19.39. Pare che a Mosca abbia vinto Bersani: il dato è stato prontamente rivendicato dai #marxistipertabacci.

19.31. Mi dicono da YouTrend che: «ogni dato segnalato su Twitter con l’hashtag #ballottrend viene inserito in un documento consultabile».

19.06. Considerazione politica prima dell’avvio delle operazioni di spoglio: è venuto il momento di lanciare «un grande Pd», che coinvolga tutte le persone che si sono recate a votare e che hanno espresso per l’ennesima volta fiducia verso la politica e il centrosinistra. Che mantenga con loro un rapporto costante, che li inviti a partecipare non solo quando c’è da lavorare, ma anche e soprattutto quando c’è da decidere. E non solo le ‘persone’. Anche le ‘cose’. «Un grande Pd» che diventi davvero quel partito del centrosinistra che è nato nel 2007 e che dopo sei anni, oltre ad andare alla primaria (battuta), l’anno prossimo potrà andare per la prima volta al governo del Paese. Coniungando l’attivismo dei partiti e quello della società civilissima, dandosi regole più precise e meno equivoche e un passo da partito che si organizza ‘per’ e non solo ‘contro’. Per un lavoro profondo, culturale e sociale e politico, di cui l’Italia ha bisogno, e di cui questo partito può essere strumento umile e coraggioso insieme. Superando le barriere tra le sigle della politica e ripensandosi come progetto rivolto al Paese nella sua interezza e nella sua complessità.

19.00. Più attraversavo i seggi, oggi, più mi chiedevo per quale cavolo di ragione le primarie per la scelta del presidente della Regione Lombardia non le abbiamo tenute oggi (com’è noto, si terranno il 15 dicembre: segnatevi la data nelle caselline dell’avvento). Dice che a Roma non volevano: ma in Lombardia avrebbero certamente preferito.

18.55. Non pare che l’affluenza sia «crollata» come qualcuno ha sostenuto nel corso della giornata. Qui sotto trovate un po’ di testimonianze, ma in generale il dato è in linea con quello di domenica scorsa.

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