Perché le primarie siamo noi stessi.

L’ineffabile Popolino trova modo di scherzarci su, personalmente non sono molto in sintonia: sono preoccupato dalle notizie che mi arrivano dai comitati provinciali.

Lo scrivevo già due giorni fa. E non vorrei che la notte di domani sia come quella delle Politiche del 2006, con accuse di brogli (allora l’accusa proveniva, sospettavano i più, proprio da chi li stava facendo, i brogli), dati che non arrivano, sospetti reciproci e una generale confusione in cui tutti pretenderanno di avere ragione.

Mi sbaglierò, ma vorrei che anche domani fosse una giornata di festa. Che i nostri volontari – a cui va ancora una volta il nostro ringraziamento – non fossero travolti da situazioni difficili da discernere e da guai provocati da altri.

Una giornata che si chiuda alle 20. Perché poi, tutti insieme, si dovrebbe fare una campagna elettorale. Dalla stessa parte. E con gli stessi elettori, vero?

P.S.: in ogni caso, domani, girerò i seggi, dalle 8 alle 20. Chi ha voglia di partecipare con me all’impresa, in collegamento dalla propria città, mi scriva a civati chiocciola gmail punto com.

P.S./2: continuare a dividere il mondo democratico in «noi» e «loro» non è buona cosa. Ecco, era un po’ che lo volevo dire. Ed è venuto il momento di ricordarlo un po’ a tutti.

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