L’Idv è in grandi difficoltà, il M5S è in crisi di crescita (esponenziale, la crescita; la crisi, fisiologica).

Mi chiedo però se, oltre a seguire il de profundis di De Magistris e di altri sindaci verso il proprio partito di riferimento, non sia venuto il momento per il Pd di aprire una stagione di apertura verso le ragioni e le aspirazioni di tutti questi soggetti che si muovono ai margini della coalizione di centrosinistra.

Il Pd era nato per organizzare il centrosinistra, per raccogliere intorno a sé le forze politiche tradizionali, ma anche (come si diceva allora) per aprirsi al civismo e ai movimenti di opinione.

Un appello da rivolgere agli elettori, come è ovvio che sia, ma da estendere ai militanti e a chi sogna un cambiamento profondo nel Paese, dal punto di vista politico, etico, economico e sociale.

Ecco, vorrei che Bersani questo passo lo facesse per primo. Perché il Pd non è, per sua natura, un partito introverso, ma un partito aperto al contributo dei molti che chiedono rappresentanza. Rilanciare oggi potrebbe portare a vincere e a governare domani.

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