Andrea Sarubbi si rivolge al Ministro dell’Interno.

Per sapere – premesso che:

il 21 giugno 2012 la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva gli agenti di PS Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri per la morte di Federico Aldrovandi, ragazzo di 18 anni con il quale il 25 settembre 2005 ingaggiarono una violenta colluttazione;

nei giorni seguenti, sul gruppo facebook “Prima difesa 2” (gruppo che “tutela gratuitamente per cause di servizio tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e Forze Armate) Paolo Forlani – uno dei poliziotti condannati ha insultato pesantemente Patrizia Moretti – madre di Aldrovandi – nel corso di una conversazione pubblica dai toni gravemente offensivi. In particolare, commentando un’intervista della signora Moretti, Forlani ha scritto: “Che faccia da culo che aveva sul tg … una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe… adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie…”;

pur nel rispetto della libertà di opinione, non sembrano potersi accettare pubbliche prese di posizione di tale tenore da parte di persone che fanno parte della Polizia di Stato che aggiungono, alla gravità delle circostanze per le quali gli agenti sono stati condannati, anche l’aggravante – pesante non solo moralmente – di un’offesa così violenta verso una persona già gravata da un lutto tanto doloroso – :

se il ministro sia al corrente dei fatti esposti in premessa;

se ritenga queste prese di posizioni compatibili con il ruolo di agente di pubblica sicurezza e se, in caso contrario, non intenda prendere provvedimenti conseguenti che portino all’allontanamento dei soggetti rei dal corpo della Polizia di Stato.

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