Così Formigoni, questa sera, a proposito del terzo caso di corruzione contestato a un suo assessore (nella precedente legislatura). La strategia difensiva è la stessa adottata con il caso Nicoli (non però con il caso Prosperini, perché allora si preferì “lasciar correre”). La Regione Lombardia non c’entra. Punto. I fatti sono gravi ma sono questioni personali, che non hanno rilevanza politica o amministrativa. E la Regione non ha motivo di sentirsi chiamata in causa.

La Regione Lombardia e la sua amministrazione «non sono minimamente coinvolte».

Mi auguro che Ponzoni «possa dimostrare la sua estraneità ai fatti, fatti che attengono integralmente alla responsabilità delle singole persone», perché «non bisogna confondere gli atteggiamenti personali con la politica».

«Non c’è questione morale e non c’è una questione politica».

«I fatti portati all’attenzione di tutti noi sono fatti gravi che se dimostrati peseranno in maniera molto grave sul comportamento di chi si è reso responsabile di questi atteggiamenti». Tuttavia «non c’è una questione politica anche perché come abbiamo dimostrato nel caso di Nicoli non c’è nessuna responsabilità dell’amministrazione di Regione Lombardia».

«Le accuse che gli sono elevate non tirano minimamente in causa Regione Lombardia».

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