Mi chiedo: ma come si fa a dire certe cose? E, ancora, che cosa ha fatto il Pd, eventualmente, per tenere con sé il M5S? Perché molti dei nostri dirigenti li disprezzano tutto l'anno, e poi, quando si aprono le urne, allora cambia tutto, ed è tutto un «dovete venire con noi» e «fate vincere la destra».

Non si rendono conto che l'argomento «fate vincere la destra» è reversibile. Al millimetro. E infatti la risposta del Movimento è che siamo noi a far vincere la destra.

Oltretutto, il M5S non è un nostro alleato che se ne è andato (quelli è il caso di cercarli altrove). Il M5S prende molti voti in fuga dalla politica dei partiti e molti anche delusi dal Pd. Che in molti votano il M5S perché non votano più il Pd (non è molto difficile da capirlo e ognuno può verificare questa informazione).

Vorrei dire che le cose sono più complesse di così. Che se si vuole recuperare un dissenso e cercare un'intesa, bisogna almeno provarci. Cercare occasioni di incontro (noi ci avevamo provato, a Cesena, con un docufilm, per incominciare), costruire relazioni politiche che – con il M5S – non possono che essere sui punti del programma (non è mica l'Udc).

Da ultimo, vorrei dire la banalità delle banalità: le elezioni si perdono sempre per colpa propria. Ecco, l'ho detto.

P.S.: Stefano ha capito come funziona il sillogismo dell'Udc. Da elettore del Pd, mi ha aiutato molto.

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