Il Tar della Lombardia, a cui Firmigoni ha fatto ricorso, è convocato per domattina alle ore 9.30. Il Decreto legge interpretativo (sì, ciao) è pronto. I nostri "servizi segreti" ci dicono che è anticostituzionale, che – in quanto decreto amministrativo – potrà essere impugnato (anche dopo il voto, non male, vero?) e che dovrà essere pubblicato per essere valido nel giorno successivo alla sua votazione da parte del Cdm. In pratica, non servirà a nulla. Anzi. Per di più, si configura come la norma più ad personam che mente umana abbia potuto ideare. Manca soltanto il riferimento al panino (ad paninum?): tutti gli altri ingredienti del weekend più folle della storia repubblicana sono rappresentati. Ci sono le 24 ore per controllare le firme dichiarate irregolari (peccato che sia già prevista dalla legge una 'finestra' che termina proprio a mezzogiorno, il termine ultimo della fase di presentazione delle liste) e c'è il riconoscimento di chi è «nell'edificio» come prova valida per la presentazione delle liste. Il primo punto vale per Roberto Formigoni detto «uno di noi», il secondo è «sicuramente» per Renata Polverini, «di persona, personalmente». Il solito B. C'è un modo, in ogni caso, per non vedere più simili schifezze. Non votarli. Ad personam e ad listam: di persone candidate e di liste, fortunatamente, ce ne sono tante altre. Sia nel Lazio, sia in Lombardia. Diciamolo ai nostri concittadini.

P.S.: dalla ricostruzione di Repubblica notiamo che c'è anche la norma più scandalosa: «Una norma transitoria stabilirebbe che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia – l'avvio delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto». Spero che ci si renda conto della natura scandalosa dell'iniziativa del governo.

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