Formigoni inaugura la stagione delle centrali nelle regioni degli altri (un nuclearismo ipocrita di terza generazione). Ecco cosa ha detto, oggi, alla stampa: «In Lombardia non c’é bisogno di centrali in questo momento. Ciò non toglie che io condivida la scelta del governo a favore del nucleare e quindi l’idea che nei prossimi anni in Italia possano sorgere una o più centrali nucleari».
Ecco cosa abbiamo risposto noi, che siamo contrari in Lombardia e nel resto d’Italia: 

Comunicato stampa.
 Nucleare: Formigoni affetto da sindrome nimby, assuma posizioni più responsabili. L’atomo non conviene ai lombardi, ruba risorse a risparmio energetico e rinnovabili. «Formigoni è affetto dalla sindrome nimby (not in my backyard, non nel mio giardino): sul nucleare dice che va bene ma che le centrali non vanno fatte in Lombardia. Bel senso di responsabilità per un politico che si candida a succedere a Berlusconi: il nucleare è una tecnologia che non conviene alla Lombardia e all’Italia. Se Berlusconi continuerà con il progetto nuclearista anche i lombardi ne faranno le spese. Formigoni invece di fare il cerchiobottista assuma posizioni più responsabili». Lo dichiarano Carlo Monguzzi e Giuseppe Civati, consiglieri regionali del Pd, commentando le dichiarazioni sul nucleare del Presidente Formigoni. «Il nucleare – continuano i consiglieri – è una scelta che costerà cara ai lombardi che già oggi nelle bollette elettriche pagano 80 milioni di euro all’anno per smaltire le scorie delle vecchie centrali atomiche dimesse dopo il referendum dell’87». «Il nuovo nucleare di Berlusconi – concludono Civati e Monguzzi – e il futuro problema dello smaltimento delle scorie, per cui ancora oggi non esiste un sito idoneo in tutta Europa, sottrarranno soprattutto preziose risorse a investimenti nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili, tecnologie già pronte per rispondere ai bisogni di riduzione dei costi dell’energia a carico dei cittadini e delle emissioni inquinanti».
P.S.: deve essere un’epidemia. La stessa cosa, infatti, l’ha dichiarata, oggi, Rocco Palese: «”Sono favorevole al ritorno dell’Italia al nucleare, ma dico no ad una centrale e ad eventuali parchi tecnologici di stoccaggio di rifiuti radioattivi in Puglia”. Lo sostiene il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Rocco Palese, dopo l’approvazione questa mattina da parte del Consiglio dei Ministri, del Decreto Legislativo che individua i criteri per la localizzazione di impianti nucleari in Italia». Fantastico.

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