La collana Sguardi di Bollati Boringhieri è già un mio personalissimo cult (riprende, come forse saprete, i contenuti di Torino Spiritualità). Per incominciare, consiglio vivamente Credere nel vuoto di Philippe Petit, introdotto magistralmente (come sempre) da Michele Serra. Petit (quasi omonimo di uno dei miei professori preferiti) vi sembrerà a prima vista e a prima lettura un mitomane della più bell’acqua, ma le sue parole, affatto curiose e inaspettate, a poco a poco, vi condurranno sul filo sottile – o, se preferite, sulla fune ben tesa – di una riflessione di grande respiro. Le sue mirabolanti imprese diventano un messaggio di riscatto e di speranza, soprattutto nelle ultime parole del libro. «Chiunque può guardare qualcosa di incredibile e sognarlo». E sognarlo vuol dire perseguire il proprio scopo con determinazione, con intelligenza e con passione. Una passione per la sfida che è immediatamente passione per la vita. «Se davvero si vuole volare, allora si vedranno spuntare delle piccole piume». E anche l’impresa di camminare tra le due Torri gemelle, senza protezioni, vi sarà sembrata, appunto, una passeggiata.

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