Che gli amici ormai mi chiedono: ma non ti fermi mai? E io rispondo, parafrasando Woody Allen: «Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un bar aperto in Fabio Filzi dopo le sette». Insomma, il Pd deve uscire dalle ‘stanze’ della politica, di quella politique politicienne che ammazza anche chi la interpreta. So che adesso mi direte che non è necessario muoversi e andare a vedere le cose per conoscerle, però, credetemi, un po’ sì. Vorrei un Pd che ripartisse dalla ‘a’ di Arese (ci doveva andare l’idrogeno, poi i cinesi, poi gli islamici e ci finiranno le casette e i centri commerciali), che visitasse un campo rom, una struttura ospedaliera efficiente e una Asl che fa fatica, un’azienda dell’eccellenza e una di un settore in crisi. Vorrei un Pd che prendesse il treno dei pendolari, che scendesse in una stazione dove non c’è la biglietteria e i convogli arrivano sempre in ritardo (magari sul Monza-Molteno-Lecco, che è sempre un’avventura). Vorrei un Pd che provasse a connettersi a internet a Bascapè o in Valsassina, che frequentasse gli asili nido (che dovrebbero essere di più), che si ponesse il problema della sicurezza non solo in termini di piccola criminalità, ma anche di difficoltà di convivere, di degrado delle periferie delle nostre città, di paura di non farcela. A crescere i propri figli, a pagare il mutuo, a vivere una vita decorosa. Vorrei un Pd che salisse su un Suv per capire perché uno deve fare l’idiozia di comprarne uno, un Pd che viaggiasse in bicicletta all’interno della città o lungo le grandi arterie stradali, per vedere se poi è così difficile finire sotto un camion. Vorrei un Pd che capisse che per fare le autostrade ci vogliono i soldi e gli investitori e un business plan, ma ci vuole soprattutto la politica, perché poi passano nei paesi, le pedemontane e le est-esterne, nelle poche ‘isole’ verdi rimaste, in aree già ipercongestionate. Vorrei un Pd che ricordasse che ci sono i Comuni e i servizi di prossimità ai cittadini, che tenesse sempre in mente che c’è uno spazio pubblico da riconquistare, perché tutti si sono “messi in proprio” e a volte non sanno nemmeno chi è il vicino di casa. Vorrei un Pd. In Lombardia. Possibilmente ora, possibilmente subito.

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