Mattia, al solito, mi invita a nozze. Questa storia che arriverà settembre e tutto cambierà preoccupa anche me. «Adesso siamo ancora un po’ tristi, ma a settembre…», «le tessere ancora non si vedono, ma a settembre…», «Il Pd non si sente molto, è vero, ma a settembre…», «l’opposizione non è incisiva, ma a settembre…». Inutile aspettare Clooney, dice Mattia, con la cassa di Martini (Martina per i lombardi…). Per fare il party ci vuole qualcosa d’altro. Ci vuole che finalmente ci si mobiliti – parola antica e però carica di senso presente – e si parli non di Pd (anch’io non ne posso più), ma di proposte concrete, di soluzioni alternative, di temi di interesse politico generale. Per questo ho proposto il “viaggio in Lombardia“, per questo credo che dobbiamo uscire dalle nostre sedi e dai nostri dibattiti in cui cerchiamo di mettere a fuoco, non senza difficoltà, il nostro aureo ombelico. Abbiamo l’imbarazzo della scelta: per incominciare, la questione dei salari e del caro-vita, il precariato, la (vera) riforma della giustizia. E la dignità di un Paese che, in soli cento giorni, è scivolato ancora più indietro. Allora sì che a settembre succederà qualcosa. Qualcosa di nuovo. E di diverso. Ne abbiamo bisogno.

  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

commenti