Un noto giornale di Monza pubblica (senza usarmi la cortesia di contattarmi) un’intera pagina del blog dedicata alla querelle (inventata) su Rutelli e i longobardi. Devo dire che ne sono felice anche perché "cmz" (che firma il pezzo) chiede di passare a trovare i giornalisti in redazione, dove sono stato più volte in passato, senza avere il piacere di incontrare "cmz": nei prossimi giorni tornerò volentieri. Gli articoli a me dedicati sono addirittura due, e questa è già una notizia, perché da un po’ di tempo sembravo scomparso dalle pagine del giornale in questione. In un articolo si dice che "forse" leggo "superficialmente" il giornale, nell’altro si dice che dimostro "premura e attenzione" per quello che i redattori vi scrivono. Non so a quale delle due versioni attenermi, ma ribadisco con fermezza e altrettanta gentilezza che la polemica (stimolata dalla Padania e alimentata dal periodico locale) nei confronti di Rutelli e del governo Prodi per quanto riguarda la vicenda del network longobardo da cui Monza sarebbe stata artatamente esclusa semplicemente non esiste. Rutelli ne ha spiegato i motivi in loco, e non credo ci sia altro da aggiungere, se non che non c’è stata alcuna volontà politica e che anzi si sta lavorando, mi pare, per risolvere il problema. E sarebbe il caso di farlo in un clima di collaborazione, senza affermare, come è stato fatto, che i romani ci portano via i longobardi e senza attribuire responsabilità a chi non ne ha alcuna. P.S.: nel pezzo, il cortese "cmz" sostiene che l’articolo sul blog sarebbe stato "letto da pochi". Non so quanti lettori abbia il giornale su cui scrive (che mi auguro numerosissimi), ma posso affermare che gli e-lettori del blog – che colgo l’occasione di ringraziare, come sempre – a me paiono sufficienti.

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