Come un vino novello, nelle cantine della Regione Lombardia stanno imbottigliando il progetto di legge in modifica alla legge 12. Si tratta di una norma apposita, che ha funzione retroattiva, dal momento che richiama senza equivoci quei Comuni che sono andati al voto nel 2007. Dei contenuti, però, abbiamo già detto. Ora soffermiamoci sull’iter. Solitamente un progetto di legge viene presentato in giunta, poi votato dalla stessa, poi iscritto al calendario dei lavori della Commissione competente, poi si nomina il relatore, poi si presenta in Comissione, poi – in una seduta successiva – si approva in Commissione, per essere poi iscritto al calendario dei lavori dell’Aula. Tutto questo, se le voci venissero confermate, accadrebbe nello spazio di 8 (otto) giorni, considerato che il progetto di legge in questione non è nemmeno menzionato dal calendario che i consiglieri hanno ricevuto ieri. Lunedì arriva in giunta, lo votano in un baleno, lo aggiungono agli oggetti in discussione nella commissione di mercoledì, lo votano immantinente, lo portano in Consiglio il 2 ottobre, giusto in tempo perché sia pubblicato sul bollettino regionale prima della scadenza prevista dalla stessa legge 12 per il Pgt di Monza. Ora, mi chiedo: come si fa a sostenere che non è una norma apposita, ma riguarda altri Comuni. Se si intende fare questa corsa, la si fa esclusivamente per Monza. A meno che esista un altro Comune in tutta la Regione che abbia adottato il Pgt lo stesso giorno di Monza. Chi lo trova, vince una leggina ad personam. Promesso.

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