Il buffet di Canonica sta affermandosi come formula politica di successo. Buon vino, ottima cucina, dibattito conviviale su temi di grande attualità. Abbandonato dal forfait dell’ultima ora di Monguzzi, mi sono ritrovato a ‘tenere’ la serata, cercando di illustrare quello che si potrebbe fare in Lombardia (e che, invece, non si fa) per ridurre le emissioni delle sostanze climalteranti. Gli ottimi Amonini e Giammusso, competenti e documentati, ci hanno permesso di allargare l’orizzonte delle nostre riflessioni. I nostri ritardi sono noti, così come sono deboli le misure assunte dal governo regionale in questo campo. Ci vuole, lo ripetiamo spesso, una Kyoto lombarda, una prospettiva nella quale le politiche attive per l’ambiente siano promosse con un sistema di incentivi-disincentivi, proprio come nella logica del cap-and-trade di Kyoto: un premio per i sistemi territoriali virtuosi. Bisogna avvicinare tecnologia e ambiente (nuovi ed insperati alleati), sensibilizzare la popolazione, attivare in ogni comune un circolo virtuoso in questo campo. E per una sera, a Canonica, sembrava di respirare l’aria di Kyoto. E non quella, inquinata, inquinatissima dei cieli di Lombardia.

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