Poco dopo mezzanotte, il Piano di governo del territorio della città di Monza, portato in aula a luglio del 2006, ostacolato in tutti i modi dalla minoranza, è stato finalmente votato. La destra si è presentata soltanto per dire che avrebbe abbandonato l’aula, dopo avere presentato 20.000 emendamenti, averli ritirati, aver tentato un ultimo tentativo ostruzionistico. Durante la seduta, sono comparsi, nello spazio destinato al pubblico, striscioni e comportamenti da stadio (spettacolo a cui non si sono sottratti il candidato sindaco Mariani e il senatore Mantica: il secondo, credevamo, personalità di un certo profilo istituzionale). La maggioranza ha così votato uno strumento decisivo per la città, dopo due leggi regionali fatte apposta per non consentirci di dire la parola fine alla anomia e alla totale mancanza di regole certe dell’urbanistica monzese: la prima legge serviva a rinviare di un anno l’adozione del piano, perché costringeva l’amministrazione a passare dal Prg al Pgt, redigendo diversamente il piano; la seconda leggina, in modifica alla precedente, faceva scomparire le salvaguardie, riportando la città al piano del 1971. Ecco perché questa sera si è trattato di un momento storico, ho detto, concludendo la discussione e forse la legislatura: un momento che restituisce dignità alla città, un sistema di regole condivise, in cui prevale l’interesse di tutti e non quello di uno solo, chiudendo una stagione di incertezze e superando – ci auguriamo, una volta per tutte – la logica del privilegio e della scorciatoia. Una lunga storia che fa segno a un grande campo, che si distende lungo il Lambro, in cui sorge una cascina che gli dà il nome. Un momento solenne, che ho celebrato con grande onore. In piedi, come si conviene ad una grande città, e pensando al consiglio regionale, dove, quando interveniamo, siamo tenuti a stare in piedi, anche quando le nostre città vengono umiliate, come a Monza in questi anni è capitato più volte. La storia infinita by definition non è finita: dovessero vincere le destre, il problema tornerebbe d’attualità e si dovrebbe ricominciare daccapo. Non dimentichiamolo.

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