Che la Lombardia dica sì ai Dico: la società già lo fa

Comunicato stampa. Diciamo fin d’ora che voteremo contro la mozione presentata da An e inopinatamente sottoscritta da tutti gli altri gruppi della maggioranza del presidente teocon Roberto Formigoni: un attacco preventivo ai Dico e al riconoscimento dei diritti per le persone stabilmente conviventi. La Lombardia secondo la Cdl dovrebbe escogitare un modo per evitare che la legge sia applicata. Un fatto grave, che testimonia la lontananza della destra dalla società: in Lombardia più che in altre regioni è diffuso il fenomeno delle coppie di fatto; in Lombardia è presente una grande e viva comunità gay; in Lombardia la società ha subito trasformazioni più significative che altrove. Ma c’è di più: i Dico non mettono in discussione il matrimonio, sono soltanto un riconoscimento di diritti a chi non ne ha, soprattutto nella formulazione avanzata dal governo. La questione delle adozioni non c’entra nulla, così come non c’entra nulla la difesa della famiglia tradizionale. In Toscana, nello Statuto regionale – loro ce l’hanno, non come in Lombardia – due commi successivi tutelano la famiglia tradizionale e riconoscono i diritti alle coppie conviventi, senza che ci sia contraddizione alcuna. Così vorremmo che fosse anche la Lombardia: moderna e consapevole, non arroccata su posizioni ideologiche d’altri tempi.

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