Di fronte alla violenza non raccontabile dei fatti di Erba è sempre meglio riflettere prima di parlare o di scrivere. E’ triste però constatare per l’ennesima volta che, quando l’indiziato era extracomunitario, nessuno si era trattenuto: anzi. Sbattuto in prima pagina il mostro magrebino, per alcune ore se n’è parlato con grande entusiasmo, sui giornali della destra e, ahinoi, anche su molta stampa indipendente. Faceva scopa, la strage, con tutta una retorica razzista e vile di cui la nostra politica (regionale e nazionale) è piena fino al colmo. Oggi che sotto accusa sono i vicini di casa – un triste lampo sulla difficoltà della convivenza nel senso più spicciolo – sarebbe forse il caso di aprire una riflessione, misurata e civile, sulla violenza e sulle sue esplosioni. Anche quando la violenza è quella dei commentatori e dei benpensanti, che la sanno talmente lunga che sbagliano quasi sempre.

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