Archivi per il tag referendum

Per Moneta e per la pace

Sono passati 100 anni dal Nobel per la pace assegnato a Ernesto Teodoro Moneta. Regione Lombardia non ha pensato ad un evento ufficiale per ricordarlo e molti gruppi di opposizione si sono mossi perché venga dedicato un momento commemorativo a questa figura lombarda nobile e importante. Speriamo che vi sia sensibilità anche da parte della maggioranza: nel frattempo, mi permetto di commemorarlo in questa sede.

Ultimo giorno, si parte

Si inizia alle 7.00 alla stazione di Carnate per il volantinaggio sui treni, si passa a Vimercate per lo sciopero dei metalmeccanici presso l’IBM e la ST, si prosegue al mercato di Vimercate, sempre per la campagna referendaria. E’ l’ultimo giorno di campagna per i sì e per il quorum. Non lasciamo niente di intentato…

Il mattino ha l’oro in bocca

Vi aspetto questa sera in piazza Roma (Arengario) a Monza per la chiusura della campagna referendaria del comitato per il Sì. Anzi, per i 4 sì ai 4 referendum sulla fecondazione medicalmente assistita. Si incomincia alle 21.00, con un concerto e con gli interventi di alcune figure locali e nazionali, a cominciare dal vicesindaco attuale Roberto Scanagatti (DS) e quello precedente Lele Petrucci (FI), per concludere con interventi di esponenti nazionali del comitato del sì, e il mio personale contributo.
Nel frattempo, un’indicazione importante: andare a votare presto, per fare salire la ‘temperatura’ dell’affluenza e per dimostrare che il mattino ha l’oro in bocca. E anche il quorum.

Dì di sì!

Chiamo alla mobilitazione per i referendum sulla fecondazione medicalmente assistita che si terranno domenica 12 e lunedì 13 giugno 2005.

Gli argomenti, che sicuramente già conoscete, li trovate sul sito www.comitatoreferendum.it.

L’obiettivo primario e insieme decisivo è raggiungere il quorum (ci siamo quasi, ma è necessario un ultimo sforzo).
Vi chiedo perciò un impegno straordinario, per contattare amici e conoscenti, per ricordare loro l’importanza di questo voto, fino all’ultimo giorno.

Per chi appartiene alle organizzazioni di partito, è importante promuovere, in quest’ultima settimana di campagna, banchetti e volantinaggi, nei mercati, nelle strade e nelle piazze.

Per chi invece crede nelle ragioni della nostra campagna è importantissimo anche soltanto fare un giro di telefonate o una catena di sms, per ricordare il significato del voto.
Pochi minuti del vostro tempo, per dare un segnale di civiltà.

Perché in gioco ci sono il rispetto per la salute delle donne, la difesa della ricerca scientifica, la possibilità di individuare cure per chi è affetto da malattie genetiche.

E, soprattutto, la possibilità di dare vita.

Ma anche la dignità di un Paese e la sua modernità.

E tutto questo mi sembra importante, perché parla della vita di ciascuno di noi.

Sono certo che tutti darete il vostro contributo.
Grazie di cuore.

Le ragioni del sì

Da Bioetica e procreazione assistita di Vittoria Franco (Donzelli editore, Roma 2005), una spiegazione molto chiara del perché si deve andare a votare, il 12 e 13 giugno, per i 4 referendum sulla fecondazione medicalmente assistita:

Il 10 febbraio 2004, dopo circa due anni di discussione in parlamento, è stata definitivamente approvata la legge 40, Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Essa riconosce l’embrione come soggetto titolare di diritti; prevede che la fecondazione assistita sia riservata alle sole coppie sterili o infertili, escludendo le coppie portatrici di malattie infettive o ereditarie, come la talassemia, la fibrosi cistica, il morbo di Huntington, che possono sperare di avere un figlio sano, e senza dover ricorrere all’aborto, solo con l’aiuto delle nuove tecniche riproduttive e della diagnosi preimpianto; introduce il divieto di congelare gli embrioni, l’obbligo di non produrne più di tre e di trasferirli tutti anche se malati, l’impossibilità per la donna di revocare il consenso dopo la fecondazione e prima del trasferimento in utero; vieta tassativamente, senza prevedere alcuna eccezione, la fecondazione eterologa; lede l’autonomia del medico e – prescrivendogli cosa deve fare – lo costringe a operare contravvenendo al codice deontologico; vieta l’uso a scopo di ricerca degli embrioni congelati e non utilizzati per la riproduzione. In sintesi, con questa legge si riempie di burocrazia, di divieti, di ostacoli una pratica ormai diffusa alla quale si ricorre per dare la vita e la nascita.

Legge ‘tirannica’

Così Giulio Giorello, professore di filosofia della scienza all’Università di Milano, ha definito – ieri sera, a Vimercate – la legge sulla fecondazione medicalmente assistita, richiamandosi a una concezione laica e liberale dello Stato che – credo – dobbiamo tutti auspicare.

L’incontro di ieri sera è stato partecipatissimo, e credo sia importante che i DS e le altre forze politiche favorevoli al sì organizzino – in ogni Comune – una riflessione analoga. Sono personalmente a disposizione per organizzarle e per dare il mio modesto contributo (nel caso potete contattarmi all’indirizzo referendum@civati.it). Per ulteriori informazioni, invece, vi rinvio sempre al sito: www.comitatoreferendum.it.

Ampio schieramento per il sì

Siamo già al lavoro per raccogliere le più vaste adesioni per la campagna referendaria sulla parziale abrogazione della legge in materia di fecondazione medicalmente assistita. A Monza lo schieramento sarà il più largo e trasversale possibile, con il coinvolgimento di tutte le persone – non solo di centrosinistra – che si riconoscono in una campagna di civiltà. Chi vuole saperne di più, può scrivermi: sarò felice di dare tutte le informazioni del caso. In seguito, organizzeremo un appuntamento di approfondimento e di riflessione, per illustrare le tematiche del referendum, a Monza e in Brianza. Il consiglio che posso dare è quello di prendere seriamente questa campagna: perché parla di un tema delicato e importante e di un’occasione decisiva per il nostro Paese, per la sua cultura politica, per l’insieme dei diritti e delle libertà a cui tanto teniamo.

Referendum: assolutamente sì

Bel convegno, stamane a Milano, per illustrare le ragioni dei 4 sì al Referendum abrogativo (parzialmente) della L. 40/2004. La libertà della ricerca, la salute della donna, la speranza di ‘dare’ vita all’interno di un sistema di regole certe, il rifiuto dell’art. 1 e dei principi generali della legge in questione, sono stati al centro di un dibattito a cui hanno partecipato, tra gli altri, Enrico Morando, Fabio Fazio e Barbara Pollastrini.

Sono emerse posizioni articolate e ragionate, senza ideologismi di sorta, nella convinzione che si tratti di una campagna importante per il nostro Paese e per la cultura politica che esso esprime. Una campagna che faremo con entusiasmo, dal primo all’ultimo giorno, fino a domenica 12 e lunedì 13 giugno, la data quasi estiva che il governo ha indicato, nella speranza che il quorum non si raggiunga. E invece il quorum si raggiungerà, e sarà sì il voto per i quattro referendum. Sarebbe grave se ciò non accadesse. Credo che i DS – anche a Monza, anche in Brianza – debbano dare fondo a tutte le energie perché il risultato si raggiunga. Nei prossimi giorni indicheremo appuntamenti e occasioni di confronto e di approfondimento. La Festa dell’Unità di Monza e della Brianza sarà dedicata a questi temi. All’insegna di quel principio, spesso richiamato nell’ultima campagna elettorale, secondo il quale la politica deve tornare – laicamente e nel senso più squisitamente liberale – a occuparsi della vita delle persone. Noi, anche questa volta, ci proveremo.