Archivio mensile Archivio: febbraio 2010

Regole da rispettare: non si profanano i cimiteri (a fini elettorali)


Leggete qui: vilipendio elettorale del cimitero di Cogliate (in provincia di Monza e Brianza). In questo caso, non so proprio a chi appellarmi.

Regole da rispettare: giudizio complesso


Terzo mandato di Formigoni (che, in realtà, sarebbe il quarto): l’Ufficio centrale regionale presso la Corte di Appello di Milano si è espresso sul nostro ricorso, dichiarando troppo complesso il giudizio per essere risolto in un solo giorno. Il problema resta aperto, quindi. Chissà se Formigoni darà dei «farisei» anche ai membri del collegio giudicante. Oppure se se la prenderà con i suoi colleghi di partito che hanno presentato identico ricorso contro Vasco Errani («sinistra farisea», aveva dichiarato: specchio riflesso, chi lo dice sa di esserlo).

Comunicato stampa. A seguito dell’esposto presentato tra gli altri da Vittorio Angiolini, Giuseppe Civati, Carlo Monguzzi e Riccardo Sarfatti, in merito alla ineleggibilità (o incandidabilità) di Roberto Formigoni a presidente della Regione Lombardia, l’Ufficio centrale regionale presso la Corte di Appello di Milano si è dichiarato impossibilitato a provvedere su di un tale «complesso giudizio» stanti i «termini temporali assai stretti», e cioè 24 ore, per concludere la sua attività. L’Ufficio centrale ha altresì sottolineato che comunque la competenza a decidere sulla validità dell’eventuale rielezione per la terza volta di Roberto Formigoni spetterà in via amministrativa al Consiglio Regionale, «fatta salva la competenza dell’autorità giudiziaria a decidere sui relativi ricorsi» in via successiva. Il problema resta quindi aperto. Abbiamo fatto ogni sforzo affinché sull’ineleggibilià (o incandidabilità) di Roberto Formigoni si facesse chiarezza subito, ma non è stato possibile. Ciò mette in rilievo la gravità dell’atteggiamento di Roberto Formigoni il quale, ricandidandosi ad una carica che resta dubbio egli possa continuare a coprire, lascia un ombra sul confronto elettorale e mette a rischio la saldezza del futuro assetto istituzionale regionale. Dopo le elezioni basterà infatti il ricorso di un solo e qualunque elettore lombardo per riaprire la questione, con effetti potenzialmente dirompenti sul governo regionale appena eletto.

Regole da rispettare: i morti non firmano


Art. 47, morto che firma. Pare che i morti (poveretti, tra l’altro) avessero la tessera di Forza Italia-Pdl. Che facciamo stavolta, ci appelliamo al dio degli Inferi?

Mi appello


«L’unica regola è non avere regole». Renata Polverini è il mio mito personale (fino a sera). Pensando al post precedente, ho deciso di appellarmi anch’io.

Al preside, perché sono stato bocciato, ma essendo sempre stato il primo della classe voglio essere iscritto in ogni caso alla classe superiore.
Al Ministro delle Finanze, perché non pago le tasse, ma nel caso le pagassi sarei il primo contribuente ed è giusto che possa farlo quando più mi aggrada.
Al Cio, perché sono arrivato tardi a Vancouver, ma essendo il primatista mondiale di tutte le discipline invernali (anche di quelle estive), merito comunque l’accesso al podio.
All’Osservatorio di Greenwich perché il nostro fuso orario è un po’ più a destra e come tale andrebbe rispettato.

Fatelo anche voi: perché una cosa è certa. Se si fosse presentata, io, una così, l’avrei votata…

Per la contradizion che nol consente

Si appellano al presidente Napolitano per non far rispettere le regole, le leggi, la Costituzione. Incredibile. Spiegano che lo fanno perché il Pdl è il primo partito a Roma. Giusto. Infatti, era il partito che avrebbe dovuto presentare per primo e senza problemi le proprie liste. Emma Bonino stava facendo uno sciopero della fame proprio per sottolineare le difficoltà incontrate dai piccoli gruppi politici nella raccolta delle firme e nella presentazione delle liste. Ci manca soltanto che ora siano i grandi gruppi politici, al governo della città e del Paese, a chiederle di scioperare per loro.

P.S.: la verità, semplicissima, che hanno fatto tardi. Del resto avevano le liste ancora aperte fino a giovedì e, forse, venerdì. Chissà perché nessuno lo scrive, in questo povero Paese. In Lombardia, è accaduta la stessa cosa, ma le migliaia di firme, il «primo partito» le ha raccolte in un giorno e mezzo. Chissà come fanno. Noi ci mettiamo due settimane…

Non ci posso credere: i politici possono inquinare

Comunicato stampa. Blocco: inaccettabili le deroghe, soprattutto ai politici. Iniziativa poco utile, colpa del boicottaggio di Formigoni. Le deroghe al blocco del traffico, a parte quelle concesse per motivi di servizio indispensabile alla cittadinanza, sono tutte inaccettabili ma particolarmente odiose risultano essere quelle date ai politici per la campagna elettorale. Noi oggi ci siamo mossi in treno e con i mezzi pubblici. Il blocco di oggi ha avuto la parziale utilità, laddove è stato fatto, e cioè in pochissimi centri urbani, di evitare l’immissione di altri inquinanti in atmosfera. In Lombardia sulla scarsissima adesione ha pesato il deprecabile boicottaggio di Formigoni, che ha irresponsabilmente aizzato i sindaci di centrodestra contro un’iniziativa che non avrebbe risolto i problemi ma che, se ben fatta, contribuisce a ridurre l’immissione di inquinanti e a sensibilizzare l’opinione pubblica. Molti cittadini oggi hanno partecipato al blocco, Formigoni il blocco, di iniziativa politica contro lo smog, lo pratica invece da anni. Ci dica cosa vuol fare.

Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali Pd

Primo Marzo: ci siamo

Comunicato stampa. Civati e Monguzzi su sciopero degli immigrati: «Sostegno all’iniziativa contro le mistificazioni elettorali di Pdl e Lega Nord. Bene l’adesione del PD: ci auguriamo partecipino in tanti». «Domani garantiremo un grande sostegno al primo sciopero degli immigrati, promosso per far conoscere a tutti i cittadini il reale contributo che migliaia di cittadini stranieri garantiscono alla nostra società, soprattutto in settori delicati come l’assistenza agli anziani. Un’iniziativa promossa soprattutto per arginare la miope demagogia della destra, che sul tema continua a speculare per interessi elettorali senza risolvere alcun problema e senza proposte utili a italiani e stranieri».
Lo dichiarano Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali del PD alla vigilia dell’iniziativa promossa tra gli altri dallo stesso Civati e a cui hanno aderito decine di organizzazioni, oltre al PD, a cui Monguzzi e Civati lanciano un appello: «È positiva l’adesione, ora l’auspicio è che partecipino in tanti». Civati ha partecipato oggi a Monza al presidio e al corteo organizzati dalle comunità degli stranieri, mentre domani parteciperà alle iniziative in programma a Milano. «Sull’immigrazione in Lombardia – aggiungono – Formigoni non parla, in questi anni ha appaltato un tema ultrasensibile alla demagogia leghista e all’intolleranza di sindaci fanatici. In rete c’è un ricco dossier del PD, da noi promosso, che sfata parecchi luoghi comuni cavalcati dalla destra sugli immigrati, a cominciare dalla falsa equazione immigrazione uguale criminalità». «Se non ci fossero i cittadini stranieri – concludono gli esponenti del PD – verrebbe a mancare un sostegno fondamentale per la nostra società. Oggi gli immigrati sono fondamentali per la tenuta economica e sociale dell’Italia».
Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali Pd

Regionali 2010: discorsi sul metodo

Alcune brevi considerazione ‘empiriche’ sulla campagna elettorale che è appena iniziata. Consigli per chi la campagna la deve fare e alcune proposte di ‘metodo’. Per fare passare un messaggio elettorale ci vuole un partito ‘strutturato’ e ‘diffuso’, in cui militanti e elettori si sentano e siano protagonisti. Strumenti efficace, parole d’ordine chiare e, soprattutto, un lavoro di relazione «di persona, personalmente». No al consumo di suolo, sì al consumo di suole.

Ai tempi della crisi, vale la pena di essere sobri e misurati, per una riforma della politica che parta fin dalle campagne elettorali. Meno soldi uguale meno privilegi, meno debiti, meno ricatti. In Lombardia abbiamo visto cose che voi umani fatichereste anche solo a immaginare: cene per 7500 persone, offerte dal candidato, manifesti dappertutto anche solo per una candidatura a consigliere, spot elettorali in qualsiasi formula. Chissà chi paga (alla fine, pagano i cittadini).

Le iniziative devono essere aperte ai cittadini, alle persone, non solo agli iscritti del Pd (quelli ci si augura già votino per il Pd). Non chiudiamoci nelle segretissime stanze e offriamo ai nostri concittadini proposte e idee da portare a casa. Questo è lo spirito del ‘prontuario‘ e del Libro grigio. Lo stesso si deve fare per il lavoro (contratto unico) e per l’ambiente, offrendo informazioni puntuali, dati precisi e alternative credibili, come la «Banda» larga ha finora cercato di fare. Lo stesso, del resto, cerchiamo di fare con questa piccola guida, in cui si sposino comunicazione e politica, perché comunicazione e politica sono la stessa cosa e non vanno affrontate separatamente. A chi ci rivolgiamo, cosa gli diciamo, cosa gli ‘diamo’? Un’ultima fondamentale precisazione: strumenti innovativi e pratiche tradizionali si devono combinare e sono utilissime gli uni alle altre. Da sole, oggi, non bastano. Questo è l’insegnamento della campagna democratica negli Stati Uniti nel 2008. Il passaggio dal database alla piazza e al citofono è la cosa che conta.

La campagna diffusa deve essere testimonianza di una politica presente, sul ‘pezzo’ e sul ‘posto’. Le proposte devono arrivare a casa delle persone, con l’antico porta-a-porta (senza-vespa). Ciascuno di noi può scaricare il materiale elettorale e diffonderlo presso i propri vicini di casa.

Da ultimo ma forse per primo, bisogna essere corretti. Gli avversari vanno rispettati e, se si comportano scorrettamente, prontamente denunciati. I manifesti abusivi sono odiosi, danneggiano economicamente i comitati elettorali altrui e negano banalissimi spazi di democrazia. I cartelloni sono numerati, non è difficile collocare il proprio manifesto nello spazio dedicato alla propria lista. Gli abusivi in campagna elettorale spesso sono pessimi politici, se eletti, perché dimostrano scarsa attenzione nei confronti delle regole e un pericoloso disprezzo per le ragioni altrui.

I (facili) inglesismi delle cartoline ci ricordano quel signore che si chiama Obama. Non è necessario fare proprio come lui, ma eviterei di fare puntualmente il contrario. Queste cartoline non sono destinate all’"utilizzatore finale", ma a tutti coloro che vorranno fare campagna con noi: per questo, è disponibile una versione senza indicazioni per il candidato, nei formati che potrete richiedere scrivendomi qui.

La felicità è reale solo se è condivisa.

S’era detto le undici e trenta

Ieri sera, a Firenze, discussione tosta con Libertà e Giustizia sulla situazione politica. La presenza di Samuele (con cui ho già condiviso numerose peripezie) doveva mettermi sull’avviso. Il pisano-a-Firenze, infatti, interviene e altri gli rispondono con una riflessione critica nei confronti dell’«attuale gruppo dirigente nazionale». Appena pronunciate quelle parole, dal fondo della sala, come d’incanto, il responsabile del circolo Arci in cui ci trovavamo irrompe esclamando: «S’era detto le 11.30 e sono le 11.35». Si va a casa senza aggiungere altro. Cioni Mario è vivo e lotta insieme a noi.

Alcune buone regioni

Per votare Pdl.

Prendo invece ‘dichiaratamente’ le distanze dal perfido Metilparaben.
P.S.: oggi, a Pisa, mi hanno spiegato che Santa Bona (da Pisa, appunto) è la santa protettrice delle hostess (dopo Santa Giulia e Santa Rita, in Lombardia, un’altra Santa a cui votarsi). Ve la consegno così.