Domani e dopodomani ad Arona, come ormai sapete, per #ilibrideglialtri.

E questa volta mi viene voglia di parlare di un libro nostro, che però i libri degli altri li cita, li contiene, li attraversa. Li esplora.

È il libro di Stefano Catone, Camminare. Lungo i confini e oltre. Stefano ne parla già, in libreria sarà tra qualche giorno.

È un viaggio e un racconto, sulle linee, spesso immaginarie, aperte ad alcuni, precluse ad altri, che disegnano le mappe per come le conosciamo. E, lo sappiamo, queste mappe cambiano. Per via delle guerre, per via del clima, soprattutto. E le persone vogliono forzarli, quei confini, per vivere meglio. Che è la cosa che desideriamo tutti. E, a guardarli da vicino, quei confini non sono barriere, in realtà, sono passaggi. I passi, per la nostra vita, sono ancora più importanti delle vette. I ponti dei muri. L’apertura della chiusura. Se non potessimo mai aprire la porta della nostra casa, sarebbe molto peggio che tenerla sempre chiusa, come vorrebbe qualcuno.

E così da «Porte aperte», slogan fascistissimo, per la verità, di cui scrisse Sciascia («eran porte chiuse i giornali»), siamo passati ai «Porti chiusi» di chi, in fondo, non sa di che cosa parla, ma sa come compattare un popolo spaventato, dare in pasto un nemico debole proprio perché non si sanno affrontare i nostri forti limiti, le nostre incertezze.

Catone camminando indaga, racconta attraversando. I confini, le pagine, i passaggi più esposti, quelli più incredibili. E il suo libro è il vero capolavoro di People.

#ilibrideglialtri

  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

commenti