Franco Monaco la dice così, come l’aveva detta molte settimane fa e come abbiamo ripetuto in tanti, in queste ore:

Undici votazioni e ci si ostina a non capire. Risponda chi deve rispondere di questa brutta pagina; chi si è infilato in un vicolo cieco. Non chi aveva avvertito che i partiti devono smetterla di lottizzare gli alti organi di garanzia. Non Il Fatto, ma il Sole 24 ore ha titolato basta “logiche spartitorie”. È tempo di spiegare alla pubblica opinione che i parlamentari, tanto colpevolizzati in queste ore, sono ridotti a destinatari di sms con i nomi da votare. Zero consultazione, zero informazione anche solo dei curricula dei nomi recapitati. L imperdonabile impasse su Consulta e Csm non è imputabile ai parlamentari, ma alla miope ostinazione dei vertici di partiti e gruppi, i quali hanno preteso di dettare nomi di politici ed ex politici, anziché puntare su personalità autorevoli e davvero indipendenti, estranee alle controversie politiche, che siano e appaiano terze, come si conviene agli organi di garanzia. La terzietà è cosa diversa dalla somma delle partigianerie.

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