Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle.

Lo dice Beppe Grillo su Twitter. Ora, la strategia da parte nostra non deve cambiare. Anzi, dobbiamo insistere.

Tipo: la nostra legge contro il conflitto di interessi è sul sito internet tale. Sotto c’è la proposta di riforma perché i parlamentari siano la metà. Sotto c’è una riforma elettorale, per dare la possibilità agli elettori di scegliere i parlamentari. Ancora più sotto c’è la proposta per una riforma degli ammortizzatori sociali. Infine c’è un tetto per la retribuzione nella pubblica amministrazione, a cominciare da chi ricopre cariche elettive. Ci vediamo in Parlamento.

Poi se Grillo non ci vota la fiducia, sono cavoli suoi (per altro vorrei sapere che cosa ne pensano i deputati e i senatori a 5 stelle, e i suoi elettori, anche). E torniamo a votare con quella proposta.

E sarà lui a doverne rispondere. Punto.

Basta con i politicismi, con la politica delle alleanze e i tric-e-trac: se non ve ne siete accorti, è cambiato il mondo. E noi dobbiamo cambiare gioco.

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