Il Post segue da vicino la protesta di Occupy Wall Street (e di Occupy Together). Per «Il nostro tempo», la manifestazione del 22 e 23 ottobre, abbiamo chiesto piazza Maggiore. Il cuore della città. Proprio perché ci piacerebbe dare il via a una piazza della proposta, in cui alle legittime rivendicazioni si associno progetti per il futuro.

Fate la stessa cosa. Prendete la piazza della vostra città. Scegliete un giorno della settimana. Convocate i cittadini. Chiamate i politici. All'inizio non verranno. Poi, a poco a poco, si faranno vedere.

Prima in un angolo, anche in tre o quattro. Portatevi un cartello. Qui si parla di politica.
Portate del vino. E una proposta. Alla volta. Prima di cena. Invitate le persone a discutere. Superate le barriere.

Fate piazze piccole e medie per discutere di imprese e di lavoro. Invitate una maestra a parlare di scuola. Chiedete a un giovane com'è l'università. Mettete in comunicazione pancia e cervello. Parlate con un po' di cuore ai ragazzi di questo Paese. E pensate ai più piccoli.

Dedicate una sera della settimana alla politica. Fatelo come se andaste in palestra. Una palestra civica. Fatelo perché dovete farlo. Perché non lo fa nessuno. E nessuno non lo farà mai. Se non voi.

Piazza d'Italia. A Bologna sarà, per noi, la piazza delle piazze. Piazza Maggiore, si chiama così. E piazza grande, anche, che, come una canzone, di bocca in bocca, attraverserà il Paese.

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