Clima sereno, si direbbe post-elettorale e pre-vacanziero, al Pd nazionale.

La relazione di Bersani è una traccia di maturità (any sense) sulla vita del partito e apre una stagione di lavoro sul partito e di discussione aperta su quello che vogliamo fare:

«La domanda che ci poniamo è come miglioriamo noi stessi ovvero la vita associativa all'interno del Pd». 

Per Bersani bisogna investire sui risultati che abbiamo ottenuto, nel partito. Ci sarà un nuovo sito per la discussione del Pd che prepari la «conferenza sul partito». La conferenza si terrà tra ottobre e novembre. E sarà un'estate di dibattito sull'argomento.

Il punto fondamentale è che «stiamo parlando della democrazia italiana. Il titolo è: cosa si fa dopo Berlusconi?». In questo quadro si inserisce la discussione sul partito. E il ruolo dei partiti è decisivo in tutto il mondo. Esigenza di protagonismo diretto della società civile non nega centralità delle forze politiche.

«Trovare un modo di legittimare la politica affiancandola a movimenti e soggetti della società civile», un tema che Bersani definisce «impegnativo».

L'obiettivo è «costruire un racconto condiviso», precisa, «con l'aiuto di tutti e il contributo di tutti». Non disturbiamo questa discussione con elementi di area e di componente: «qui si parla con libertà e senso di responsabilità».

Alle spalle discussione «partito leggero – partito pesante», dice Bersani, raccogliendo un tema congressuale su cui avevo addirittura scritto un libro (e mi ritorna la Nostalgia del futuro).

«Un minimo di robustezza politica e organizzativa, che non contrasta con l'apertura verso l'esterno», questa la sintesi che propone Bersani.

«Non un partito di funzionari», «la sovranità appartiene agli iscritti che in alcune circostanze la mettono nelle mani degli elettori»: qui la formulazione è quella della mozione che ha portato Bersani alla segreteria nazionale.

Bersani apre al referendum degli iscritti, previsto per altro dallo Statuto, sperimentando anche formule di democrazia telematica. Qui il tema era quello della mozione congressuale di Ignazio Marino e nostra.

Primarie: «fondamentali e preziose». Le primarie hanno mobilitato energie esterne ai partiti. «Mettiamo fine a questa discussione che a volte c'è», dice Bersani. «Noi abbiamo il copyright, per questo dico di metterle in sicurezza». 

Evitare «fini che possono essere negativi». «Lascio aperto e pongo il problema».

«Bisogna evitare che a livello locale ci sia una resa dei conti a livello locale» e «bisogna normare l'eventualità che ci sia più di una candidatura del Pd»: anche in questo caso, lo Statuto un punto lo mette.

Ecco il tema del Porcellum a me tanto caro:

«In presenza del Porcellum, siamo davanti ad un problema: c'è una spinta enorme alla partecipazione e si arriva all'imbuto di una legge elettorale per cui si apre un grande problema». «Devo garantire la parità di genere, i territori, gli specialisti, il pluralismo: noi dobbiamo inserire queste esigenze in un quadro di partecipazione».

«Partecipazione a partire dagli iscritti, senza escludere una partecipazione più ampia», per individuare i candidati alle elezioni politiche.

Qui il tema su cui lavorare, con la stessa formula adottata già dal documento presentato da me e altri in assemblea nazionale e 'moderato' dall'intervento dei segretari regionali.

Si passa ai livelli locali. Il tema dei segretari regionali «è aperto». I segretari regionali sono stati eletti con le primarie collegate a quelle per la scelta del segretario nazionale. Lo statuto prevede che siano rinnovati in modo indipendente dal segretario nazionale. Ora Bersani dice che questa scelta deve competere ai livelli regionali, in un partito federale, e fa pensare che si possa superare la stagione delle primarie per i segretari regionali. Anche su questo, Bersani lascia aperta la discussione.

Per ora, tutto quello che Bersani sta dicendo era stato ampiamente annunciato nei giorni scorsi.

Si passa ai temi più politicamente sensibili: «Appello al voto di coscienza non sia banalizzato». «Noi non possiamo vivere e interpretare il nostro mondo nel relativismo più totale a proposito di temi cruciali, abbiamo una pelle sottile, e trovare una piattaforma di cultura politica nostra, naturalmente rivendicando l'autonomia della politica».

Elemento costituente e costitutivo, a proposito del partito come istituzione democratica, alla luce dell'art. 49 della Costituzione. E i costi della politica, «per mettere argine alla deriva di antipolitica e di plutocrazia, ci mettiamo su una soglia europea». Con riequilibrio verso gli amministratori delle piccole realtà.

Commento mio: anche questo tema della 'casta', fa impressione, perché fino ad un anno fa sarebbe stata letteralmente impensabile una discussione di questo tipo.

Web: «noi siamo presenti sulla rete, come pochi altri». «Non siamo interessati ai meccanismi autoreferenziali della rete»: «grande potenzialità di connessione da associare alla fisicità della politica».

Commento mio: anche su questo tema, l'«ambaradàn» sembra un lontano ricordo. Il vento di questa primavera ha spazzato via più di un pregiudizio anti-tecnologico.

Bersani, da ultimo, tocca feste e formazione. Il Sud è cruciale. E i giovani, che «devono potersi misurare con una qualche responsabilità, per evitare rinnovamenti estemporanei». Da ultimissimo, i Forum.

La discussione è aperta.

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